Le liste di Morrison (similWoodycit.)

La Venale & Figli ha pubblicato finalmente l’attesissimo primo volume delle liste di bucato del Morrison (Le Liste Riunite della Lavanderia di Jim Morrison, Vol. I, 437 pagine più 32 di introduzione ed indice, €11.000) con un erudito commento di Riccardo Bertoncelli, noto studioso del Morrison. La decisione di stampare a parte quest’opera, prima del completamento dell’immensa oeuvre in quattro volumi, è stata senz’altro accorta ed opportuna poiché questo libro, brillante e provocatorio, con la sua cruda forza documentaria metterà subito a tacere le spiacevoli dicerie secondo cui la Venale & Figli, dopo tutti i guadagni fatti con le poesie, gli aforismi, gli appunti, i diari, nonché le lettere e dei resoconti processuali del Morrison, cercherebbe esclusivamente di ricavare continui profitti dallo stesso filone. Ma quanto si sono sbagliati i maldicenti! A onor del vero, la prima lista di lavanderia del Morrison:

Lista n. 1

6 paia mutande nere

4 magliette nere

1 pantalone di pelle nera

6 paia calzini neri 2 camicie bianche di pizzo

Non inamidare

costituisce la presentazione perfetta e pressoché globale di questo travagliato genio, noto ai suoi contemporanei come il “Re Lucertola”. La lista fu compilata proprio nel periodo in cui il Morrison cantava Roadhouse Blues, opera di immensa portata filosofica in cui dimostrò non solo che si può bere birra appena svegli, ma che ciò fa molto bene al cervello, aiutandolo nell’emissione spontanea di suoni gutturali e gas corporali. L’avversione del Morrison per l’amido è tipica del periodo e, quando il suddetto pacco di biancheria gli tornò indietro troppo irrigidito, egli piombò in una cupa depressione. La sua padrona di casa, Frau Blucher, soleva riferire agli amici che Jim rimaneva in casa per giorni interi piangendo sul fatto che gli avevano inamidato le mutande. Naturalmente, lo Scaruffi ha già puntualizzato il rapporto intercorrente tra la biancheria inamidata e la costante sensazione del Morrison di essere perseguitato dagli autostoppisti omicidi (vedi Morrison: Psicosi paranoico-depressiva e prime liste, ed. Arcana). Il tema tragico dell’incapacità a seguire le istruzioni compare nell’immortale capolavoro del Morrison, Touch me, quando il protagonista preronaldesco chiede ripetutamente alla giuria esterna di far confermare alla reticente testimone le di lei ripetute promesse di congresso carnale poi tristemente disattese.