Yawn (il grande sonno)

Giovedì soporifero di post boxing day, come s’usa stradire oramai tra i giovini telecronisti e commentatori tivù, al San Vito Marulla. Ospite la Salernitana di simpatia Lotito, allenata da Gregucci fresco di panca post azzurra, con una rosa impreziosita da Rosina. Indigeno e ultimo degno rappresentante e simbolo della fuga di stinchi, caviglie, menischi e cartilagini andate a cercar fortuna al nord e, nel suo caso, persino nella fredda Russia, salvo poi arrivare a svernare presso gli acerrimi rivali della Salernitana. Che poi, rivali de che? Vabbè, ok, ai tempi di Padovano e della storica promozione in B con gigginodimarzio ci fu qualche scaramuccia. Ma parliamo del Pleistocene. E allora, i Cartaginesi? Comunque, tornando a bomba, logico pensare che Rosy, il dentino avvelenato con la natia provincia selvaggia potrebbe anche avercelo. Fortuna vuole che Grego Gregucci prima di scendere in campo controlli patente e libretto di circolazione, noti i troppi tagliandi effettuati da Rosinaldo e lo lasci in panca per un’oretta buona. A un certo punto, notando l’ignoranza generalizzata della sua compagine, il pelado piomba proditoriamente in campo e sforna un paio d’assist assassini. Ed è solo per un epsilon a piacere che ciò non mandi in vacca i buoni propositi silani di meritato relax dopo l’epica impresa in laguna e la scorpacciata di turdiddri che inevitabilmente sarà seguita nei giorni successivi. E così, pareggio fu. Almeno così dicono. Nel mentre dell’epico agone, io giacevo collassato sul divano. La scientifica ha trovato resti di purpette, scaliddre e pastachina di qualche giorno prima sulla scena, anche Dexter ancora non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. Attesi nuovi clamorosi sviluppi dall’esame del dna, tutti i particolari in cronaca. Stay tuned.

P.S. : e comunque, a beneficio della solerte giornalista RAI, Rosina è figlio di Belvedere e Marittimo, e non di Cittadella e Capo. Amaro, ma vero. E basta! O faccio sgombrare lo studio!