Hanno ucciso l’Uomo Ragno. Ancora.

Confesso di aver infinity buchi da tappare nel floriregio di film, fumetti e varie che mi sono perso dal mio primo contatto con l’universo Marvel. Parliamo di metà degli anni 70. Editoriale Corno. Albi con retro cover gialla. Il che mi fece incidentalmente scoprire che scarabocchiandoci con la bic blu (orrore per ogni collezionista: il cuginetto/nipotino pestifero che rubacchia i giornaletti e li deturpa per sempre. Colpevole, anche di questo, vostro onore). Comunque, per dire, nel mio romanzetto di formazione popolare, c’è un capitolo importante da dedicare ai colori sgargianti delle calzamaglie dei supereroi, ai loro superproblemi. Ai cattivoni improbabili, il domatore simil-Freddie Mercury, capimuartu russu e nazista, MagnetoElectroOctopusLizard, che poi dici che studiare fa bene. I miei preferiti, l’Uomo Ragno e la Torcia, i sogni di essere come loro o al limite Actarus, che Marvel non è ma quanto a calzamaglia, levati. E insomma, questo per dire che qualcosa da dire sulla faccenda ce l’avrei pure, modestamente. Il fatto è che io sono uno e loro sono milioni, come avrebbe detto uno che la sapeva lunga. E quindi, quando capita, recupero uno degli enne film di questa nuova e altrettanto infinita era di computer grafica che ha permesso di rendere fin troppo realistici e chiassosi i miei vecchi eroi. Roba forte. Forse non propriamente un toccasana per l’umore. Ma magari è solo la pesantezza da pranzo domenicale che si ripropone. Il fatto gli è che vedermi polverizzare Spider-Man, Black Panther e un’altra paccata di eroi della mia infanzia (dopo la recente e infamante dipartita di Han Solo e Luke, tra l’altro) nuoce gravemente al mio mood e incentiva il mio spleen. E allora? E allora so anche che per il prossimo film previsto per aprile i Vendicatori si vendicheranno da copione e si metterà tuttapposto. Maporcaputtana, però, quant’è bastardo Topolino.