L’ultima Jedda

Supercoppa italiana. Quindi, logicamente, si gioca in Arabia. E questo solo perché la Cina è lontana e, cosa peggiore, è anche artisticamente sublime nell’arte del rigatino, ovvero il gioco di prestigio pagherò-sparirò di monicelliana memoria, amisci miei. E quindi, davanti a un’enorme panolada di (milan?) kandura, dish dash (più bianco non si può) o thwab che dir si voglia, si sfidano la Juve e il milan. Rossoneri che presentano il trio delle meraviglie Paquetà-Castillejo-Calanhoglu, roba che manco Gre-No-Li o il trio olandese dei bei tempi. Noi, orfani dell’onnipotente Marione, rispondiamo umilmente con Costa-Dybby e CR7 e confidiamo in Eupalla, sempre particolarmente benigna con noi quando si tratta di finali. Tipo, la Supercoppa si gioca tra la vincente di campionato e Coppitalia, no? Ergo, sarebbe una formalità burocratica, impacchettatecela e speditecela a vostre spese in sede, ché tanto c’abbiamo un credito di 444milioni e rotti con voi. Ebbasta. Sticazzi. Riuscivamo a perdere pure quella. Ma è storia passata, risalente al primo-secondo secolo Avanti CR7. Per portarla a casa, stavolta è bastato far risuonare un solo barbarico Siiiiiuuu per i tetti imbiancati del King Abdullah Sports City female edition. Vittoria sofferta anzichenò, al netto dei soliti torti arbitrali come il rigorone per manona di Zapata e la strattonata reiterata di Conti su Can, entrambi non sanzionati dal solito pusillanime Guida. Pazienza.

Andiamo di pagelloni, va’, ché oggi mi sento poco ispirato. Considerate che ho visto il primo tempo in versione pixel di Pong, seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda della Stazio’, sul mio aifò, quindi il grado di attendibilità è pressappoco identico a quello usuale degl’imparzialissimi commentatori Rai.

Szceszny. Va un po’ a farfalle arabe su una palla alta perniciosissima, per il resto e per fortuna inoperoso.

Cancy, recuperato, sprintoso, si trasforma in un razzo missile e in coppia con Costy che gli lancia i componenti manda in cortocircuito Martinez.

Alexy desciglieggia, ma tutto considerato non fa eccessivi danni e tiene bottas.

Bonny super-maxi-ex-eroe e piè fatato Chielly danno de tacco e danno de punta e soprattutto la spazzano.

Matuy c’è, ma non si vede, come Benty, un po’ sgarrato.

Pjany papereggia pel manto erboso, poi s’illumina d’immenso come a dire Pirlo, chi era costui? Bravo.

Costy s’accende e spegne come le lucine di Natale.

Dybby continua il suo percorso d’apprendistato tuttocampico in direzione ostinata e contraria.

Ronny si vendica freddamente del milan che gli ha preferito il Pipitone nutellone.

Emry, Khedy e Berny subentrando fanno volume e massa in fila per tre col resto di due nella terra di mezzocampo.

Maxy sfata l’incubo delle finali estere perse. Hai visto mai che, zitti zitti, cacchi cacchi. Nulla, nulla. Circolare.

E tutti questi momenti andranno festeggiati per sempre, come coriandoli nella notte araba. È tempo di SPPPRRRRRUUUUUZZZZZZZ!