Tre gol, due nella porta giusta

Lazio-Juventus. Probabilmente una delle partite più brutte che la recente storia bianconera ricordi. Ma alla fine resta una vittoria esterna contro una squadra cazzutissima, quindi va bene così, I suppose. Saranno pure stati i carichi per la preparazione in vista della cempionz, la pioggia mazzarriana che piove sui giusti e gl’ingiusti, er ponentino malandrino, ma la Juve stava a fa’ un po’ la stupida, iersera. Poi, tutteduntratte, Allegri azzecca i cambi, o semplicemente rimette a posto le cose dopo aver sbagliato la formazia iniziale e quindi va tutto bene, madama la Signora. Record di punti, di gol, di distacco, di culo, di crisi epatiche degli antigobbi. Come si vuole, siamo a +11 sul principale antagonista dello schieramento a noi avverso. Bene così, quindi. Ma andiamo pure di pagelloni ignoranti.

Szceszny. Paratona monstre su Parolo. Una roba esagerata ch’è parsa quasi un omaggio a Supergigi alla vigilia del suo elefantiaco genetliaco.

Alexy. La trasformazione allegriana da esterno brasileiro fronzoluto a terzinaccio italico che la spazza indecorosamente è quasi compiuta. Me ne pregio.

Bonny. Si scassa quasi subito. Che rottura.

Chielly. Pregustava un tranquillo weekend romano senza star lì a sportellonare con Milinkovic e pure Savic. E invece.

Rughy. Si fa un mazzo tanto per metter pezze e costruir su macerie, senza far rimpiangere affatto Benny er mitraglietta.

Descy. Argina e, da gran bravo figliolo qual è, non s’estranea dalla lotta.

Emry. Una mezza sciagura padoineggiante a scimmiottar Pjanic, tipo chiamare Ed Wood a rimpiazzare Fellini, infarcendo per colmo di sventura il tutto con un magistrale autogollonzo. Meglio quando torna a mischiare le ossa agli aquilotti dal centrocampo in su.

Matuy. Non so. A tratti, mi ha ricordato il Momo Sissoko dei brutti tempi. Capita anche ai migliori, eh.

Benty. Gioca a nascondino con se stesso per tutta la partita e ci riesce benissimo.

Costy. Qui il lavoro di Allegher non è ancora finito, come per Alexy. E si vede.

Dybby. Stavolta porta la croce senza cantare. Maturato, sì, umile, sì, magari persino prezioso, eppure qualcosa di inesplicabile mi dice che averlo al fantacalcio non valga uno Zapata. Orrore.

Ronny. Stavolta la imboosta e la chiude, ma il vero CR7 è a ossigenarsi in camera iperbarica con vista mare di Madrid.

Berny. Entra e la risolve.

Cancy. Vedi sopra.

Certo, potevano entrare anche prima e conciliarmi meglio il sonno, come vovvebbe la consolidata pvassi di quei bei secondi tempi tvapattoniani che tanto piacevano all’Avvocato. Ché c’è gente che vovvebbe anche dovmive tvanquillo fino, diciamo, al 20 febbvaio , qui.