Verona – Cosenza, pagelle ignorantissime

Come già dicevo qualche post fa (https://cooperrapido.wordpress.com/2018/12/23/ma-e-quello-dei-pu/) non conosco granché gli artefici della magica promozione in B dei lupi alè, avvenuta per una meravigliosa botta di culo che m’è parsa una sorta di risarcimento tardivo per le ingiurie dei superbi della lega di qualche decennio fa. Acqua apparentemente passata sotto il ponte di Calatrava, a un tiro di lupara dalla mitica tomba di Alarico. Acqua passata, dicevo, ché poi, si sa, noi calabresi siamo gente tranquilla, che lavorava e per nulla permalosa. Perciò, ricordiamo appena il furto perpetrato da quei gran figli di Giulietta all’andata, partita vinta a tavolino per eccesso di sabbiolina sul manto erboso. Dice la lega. La stessa che poi manda la Juve a vincere la supercoppola tra le tormente di sabbia saudite. Evvabbè. Pecunia non olet. Anche se il detto cosentino “u cani muzzica sempre u cchiù strazzatu” rende meglio l’idea. E quindi la rimontona epica di iersera è di quelle degne d’essere incorniciate. Perché si è giocato meglio, anche se la squadra è acerba e i veronesi sono dei marpioni. Ma che bella giovinezza, tuttavia. E allora, +3 dai play out, -8 dai play off, e lupi ancora un po’ indecisi su cosa fare da grandi. Vai di supermaxipagellone.

(Pa)Perina, sul primo gollonzo, ne salva almeno un paio con parate pazzinesche.

Idda. Match drawer. Ché sembra voler dire cassetto dei fiammiferi. In effetti, incendia l’arena di Verona riscaldando i cuori rossoblu. Ah. Quanta epica. Bravo, cuperi’.

Dermaku. Sgraziato, lungagnone, rocciosetto anzichenò. Se fosse il fantacalcio, lo prenderei.

Legittimo. Partita onesta, mi pare d’aver intravisto nel mio dormiveglia.

Corsi, Bruccini, Mungo. Faccio fatica a distinguerli, ancora. Sembrano tennici e tattici, fosforo e garra lupacchiotta. Per me è un boh, studierò meglio, ieri ho stato male, professore’.

Baez, Embalo. Esterni alati afroammeregani del sud per dare un tocco d’esotismo e sintomatico mistero. Prima o poi serviranno pure a qualcosa, immagino.

Maniero. Sembra voler spaccare il mondo, pure bello a vedersi. Ma brilla per inconsistenza. Boksic, è lei? See, magara.

Tutino. La stella, il prospetto (argh) più interessante, un po’ come a dire l’Insigne del Cosenza, da quel poco che ho capito. Da lui dovrebbero passare le azioni più pericolose, accendersi la scintilla, sfregare la lampada e far uscire il genio della giocata fuori dagli schemi. Ieri, no, ma confidiamo nel futuro.

Sciaudone. Meriterebbe quasi un post a sé per il gol e l’esultanza alla CR7. Proprio come un bimbo o come me, quando facevo gol nella partita di calcetto tra colleghi del lunedì e imitavo il gesto di Fiore agli europei che indicava il suo nome sulla maglia (che io non avevo nemmeno, per inciso). Per dire, chi è senza peccato…

E insomma, gli ululati dei lupi mi hanno risvegliato dal mio torpore, sullo seruaddue, e con un occhio ho sbirciato Ronauldone accorciare e con due, ho poi visto Idda (proprio lui! Ehm, non lo conoscevo, sorry) impattarla. Ormai sveglio, a occhi stavolta quasi sgranati, ho spiato quei minuti finali sperando, hai visto mai che la fatal Verona. E invece, gnente. Ma va comunque già di lusso così.