Come ti vesti. Diciassettesima e diciottesima puntata.

Strani giorni. Della merla. Ma in realtà potrebbe trattarsi di Ricomincio da capo, il giorno della marmotta e dell’immortale capolavoro del maestro Bill Murray, descritto nell’arte d’imparare ad apprezzare la vita, a suonare il piano, ad accettare le persone per quello che sono e persino ad amare Andie McDowell. Bello sforzo. Comunque, fa freddo, fa caldo, c’è il sole, piove. Insomma, non si capisce ‘n cazzo. E allora, per la serie le mie mise en pose, descriviamo pure la mia nefasta

Diciassettesima

Si torna al jeans denim, giacca Tommy Hilfiger sopra, pantalone Gas sotto, blu su due tonalità leggermente differenti, a digradar dal su al giù. Maglione marcato Brian che sembra lavorato a mano ma non è, bello pesantuccio e comodoso da working class hero de noantri, di un bel bordò del 2006 stagionato in armadi barriquati Ikea. Retrogusto e sentori speziati di lavanda e antitarme. Una delizia.

Diciottesima

Subito in campo senza riscaldamento il nuovo acquisto per la difesa delle zone basse, come un Caceres quasi a parametro zero. Pantalone Wrangler (ah, quanti ricordi degli anni 70 con questa marca. Sniff&Sob) grigio modello chino, saldi vente-privè a pochi spicci. Grigio leggermente diverso per il maglione Ermenegildo Zegna in puro Kashmir, pagato pure uno sproposito in uno dei miei outlet locali preferiti. Senza camicia sotto, ché ormai lo scamiciato l’ho sdoganato e poi lo fa pure zio Silvio, quindi buona non camicia a tutti. Giacca Gas grigio un po’ più chiaroscuro, scarpe nere Old Sail super comodose e via, verso nuove affashionanti avventure!

Stay tuned, stay fashion, stay lost in translation!