Cosenza-Cittadella, pagellonze al buio

22esima giornata di serie B. Al Marulla di Cosenza si affrontano… Vabbè, mi sono già seccato di scrivere cose quasi serie preimpostate sul modello Word del bravo cronista. Riassumendo e andando al sodo, il Cosenza ha vinto.

Bene.

+6 dal tritacarne dei playout, -5 dal tritacarne dei playoff.

Bravo.

Confortevolmente tranquillizzato in questo limbo, con la sensazione che, tutto sommato, ce la si possa giuocare con chiunque, volendo, spingendo col motore. Oh, yeah.

Bis.

Per inciso, la partita l’ho intravista a spruzzi e sprazzi sull’aifon che prendeva e non prendeva, quindi si tratta di pagellonze al buio, le mie preferite.

Perina. Quasi quasi si fa espellere in un intervento alla disperata, invece no. Clinscit (aborro!) per lui, bene così.

Corsi. Un nome, un destino. Ara la fascia. Poi dici che il manto erboso si rovina.

Idda. Non segna, non fa segnare. Mi accontento.

Dermaku. Vedi Idda, ma dillo in albanese.

Legittimo. Ascoltando la radiocronaca, il tipo di Dazn ne decantava le virtù. Tanto mi basta.

Bruccini, Palmiero. Continuo a far fatica ancora a distinguerli. Abbiate pazienza, siamo solo alla ventiduesima, ce la posso fare.

Sciaudone. Due gol in due partite col Cosenza ed esultanza alla CR7. Prendete un cerchio di Occhiuto e posatelo in testa a mo’ d’aureola: santo patrono subito!

Embalo. Ne sbaglia uno facile che mi fa quasi partire un quasi omonimo. Sembra buono, tipo Asamoah. Chissah’.

Baez. Stavolta le suona bene. Corre, assiste, ricorda un po’ per movenze l’Eder dei tempi della Samp. Il che non sarebbe poi tanto malaccio.

Tutino. Anche lui, un nome, un programma. Tuto pasa da lui. Gol, ripartenze, erroracci, up&down, in&out. Avercene, così. E bravo a Gennarino.

Maniero, Mungo, D’Orazio. Raga’, per farvi notare in pompa magna tra le righe che contano di queste ambitissime pagellonze, dovete minimo minimo entrare e fare subito go’, tipo Altafini in zona Cesarini, ok? Sapevatelo.