Juventus-Parma, le pagellonze

Potrebbe andar peggio. Di piovere, piove già. Potrebbe nevicare. Quel che poteva andar storto, è andato. Ok, siamo sempre a +9 sul Napoli, mica bruscolini. Ma preoccupano gli scricchiolii, fisici e nervosi, sintomo di una sorprendente instabilità che agita anche me. In prospettiva, urge tirarsi a lucido per il 20 febbraio e sperare che rientrino in servizio i professori oxfordiani della difesa. Pagelliamo, orsù, ché l’ora è tarda e la delusione tanta.

Pery. 3 tiri, tre gol. Il terzo grida vendetta.

Cancy. Difensivamente e offensivamente, un brasiliano dell’82. Sappiamo come è finita allora con l’Italjuve.

Cacy. Rientra e fa subito spaventare. Poi si riprende, cannavareggia a tratti e infine subisce l’imbarcata finale. Emozionante.

Rughy. Compitino e precisino, col lodevole vizietto del gol. Epperò, ripensi alle scivolate salvagol gorillesche di Chielly, t’intristisci e sospiri.

Spiny. Anche lui, bello a vedersi, dalla cintola in su. Ma in difesa balla con gli altri. Rimandato.

Matuy. Solita partita generosa blabla. Ok. Ma abbiamo preso 3 pappine 3. In casa. Col Parma.

Khedy. Meglio della partita di Bergamo. Strano, eh? Prende due pali e qualche legnata. Ci sarebbe pure un rigorissimo, non fischiato, al solito. Redivivo.

Costy. Nel primo tempo giochicchia, nel secondo sparisce. Almeno lui è giustificato dalla sostituzione.

Mandzy. Assist deliziosi per Ronaldo. E Inglese.

Ronny. Segna e fa segnare. Prossimo step: insegnare a Mandzy come si spazzano quei palloni. A due a due, finché non diventano dispari.

Berny. Sembra in palla, finché non lo sfondano impunemente. Quindi non partecipa alla sagra finale dell’orrore difensivo, beato lui.

Benty, Emry. Loro partecipano, eccome. Povery loro. Ah, be’, sì, be’.