Juventus-Frosinone. Le pagellonze.

Sczezsny. Qualcuno dovrebbe pensare alla solitudine, al freddo e gelo percepito dai numeri uno in serate inoperose come quelle di ieri, vegliate al lume dei professori oxfordiani. Senza nemmeno uno spiffero caldo dal manzo o dall’asinello come col Parma. Tu scesni dalle stelle.

Descy. Partita perfetta. Si dirà: bella forza, conparandolo all’antenato Molly, intento a tirassegnare coi tiranti e le altrui caviglie. Vero. Ma Molly una volta era nostro. E pure Motta, Grygera, Mellberg…

Bonny. Per festeggiare col goal, si esibisce in una spaccata volante come fosse il figlio segreto di Heather Parisi e Chuck Norris. Figliasse più spesso. Auguri.

Chielly. L’unico brivido lo fa correre quando esce anzitempo e già si mette mano al calendario dei santi per litaneggiare in vista di Madrid.

Cancy. Er trivela bis. Sprinta, disegna calcio e parte, parte, parte. Pure il neurone parte, sul finale. Scorie nerassurre.

Benty. Oscuro e prezioso, come si dice. Sì, vabbè. Ma dovrebbe provare a imbustarla più spesso, se non vuole essere panchinato da Ramsey l’anno che verrà.

Khedy. Continuano i segnali incoraggianti. Basta seguirli: l’uscita è in fondo a destra. Speriamo cempioneggi, prima.

Emry. A un certo punto si teme la rottura khedirica. Poi si rialza con baldanza e riprende senza pietà a scudisciare turcoalemannamente a mezzo campo.

Dybby. Folleggia e si diverte col suo nuovo amichetto in maschera. Servito anche chi voleva spedirlo a Liverpool come fosse un qualsivoglia Aquilani preso a piacere.

Mandzy. Sferraglia e stantuffa in vista Cholo. Conoscendolo, lo sbolognamento dall’Atletico non se l’è legato al dito. Naaaa.

Ronny. Per risparmiarsi una mezzoretta, anticipa la consueta obliteratura da prassi e si becca la standing ovation effetto iperbarico. Con Dybby è pura poesia calcistica, ma a Madrid meneranno prosaicamente come fabbri. Vabbè che pure i frusinati iersera non ischerzavano nell’arte della pugna ignorante.

Cacy. Fa rifiatare Chielly e non se ne accorge niuno. Così si fa.

Pjany. Entra e mette ordine negli scaffali di centrocampo, tutti incasinati da Emry. Giusto il tempo di beccarsi qualche botta anche lui, tanto per prepararsi all’agone cempionico.

Berny. La combinazione di mancini con tiro al volo ha ricordato la catapulta infernale dei gemelli Derrick. Che campioni, Dybby e Berny.

Allegri. La conferenza stampa prepartita è roba da manuale dell’allenatore evoluto 2.0. Vorrà far vedere a Florentino como se mata el cholo. The world is waiting just for Ju.