Perugia-Cosenza. Pagellonze ignoranti e distratte.

Come d’uopo, anche stavolta le pagellonze sono pressappochisticamente al buio. Stavo a magnà in compagnia e ok, ho fatto un po’ l’asociale mentre tutti facevano gl’auguri e io sbirciavo Dazn di nascosto manco fosse un pornazzo. E in effetti è stato eccitante espugnare il campo blasonato di quel Perugia che fa venire in mente Curi, Castagner, il record d’imbattibilità, Paolo Rossi e il calcioscommesse, Gaucci e lady Fini, Cosmi e la Gialappa’s. E ora Nesta. Che alla mia Juve forse servirebbe ancor oggi. Ma questa è un’altra storia. E allora, andiamo di pagellonze, sbirciando indegnamente dai colleghi più bravi, stante la mia perenne e conclamata cialtroneria impreparatoria.

Perina. Clinscit anche stavolta, probabilmente senza manco sudare e sporcar troppo la sacra maglia. La lavanderia ringrazia.

Bittante. Come capita spesso nelle soap: “il ruolo di Corsi è interpretato da quest’episodio da Bittante”. Porta a casa i tre punti e sembra pure più sveglio di Thorne di Beautiful.

Dermaku. Tiene botta e si sacrifica per la causa, lanciando eroicamente lo stampellone per evitare la beffa a tempo scaduto. È comunque un malus per il mio ipotetico fantacalcio. Peccato.

Capela. Un po’ di ruggine, ma evita disastri e ci prova pure sui calcidangoli Idda style. Non va, ma grazie lo stesso per tutto il pesce.

Legittimo. Fa il suo, credo. Cioè, non ci ho fatto molto caso, confesso. Ma forse è meglio così, mica ci si deve sempre far notare per forza, quando si vince.

Bruccini. Bel rigore, fosforo, sostanza e mestiere. Se solo Bentancur, tanto per fare un esempio a caso, avesse visto la partita e preso appunti in bella.

D’Orazio. Tamburo battente, batterie Duracell, tiene il tempo e lo spazio con velocità, in fila per due.

Palmiero. Oscuro e prezioso. Si dice così quando la si sfanga alla grandissima, no?

Sciaudone. Non fa go’ e questa non è una bella notizia. Ma va bene lo stesso, vedi Palmiero.

Mungo. Si procura il rigore. Già questo basta e avanza. E ha pure un bel taglio di capelli.

Litteri. Quei gol si fanno, ebbasta. Ok, Gabriel ha fatto una parata della Madonna. Però, avere un similPiatek che ti fa go’ ovunqueecomunque ti farebbe vincere il fantacampionato in comode rate settimanali. E Grazia, Graziella e…

Garritano, Izco. Partecipano alla festa finale sotto la curva. Di saltare, saltano ancora, buon segno.

Braglia. Dice il saggio: l’abile cuoco s’inventa sempre qualcosa di edibile con gli ingredienti che ha. Un pressure test che, per esempio Allegri, ha fallito a Madrid. Lui no, c’ha più invention, dicono gl’imparzialissimi giudici anallergici a mappazzoni catenacciari e ruspanti.