Napoli-Juventus. Le pagellonze riscaldate del giorno dopo sono ancora più buone, come le sfogliatelle.

Szczesny. Quasi para il rigore e trasmette una certa szczicurezza. Sperando in cempionz non finisca in kurve.

Cancy. Perfettamente in sincrono col momento del capitano. quello nerassurro. Ex o attuale, per me pari sono.

Bonny. Assist perfetto a Zielinski nel primo tempo, poi soffre con gli altri. Ora sì che sono più tranquillo, pensando a Griezmann e Morata.

Chielly. Sperava in una serata tranquilla, e invece. A lieto fine, però. Speriamo sia la prima di tante, da qui a maggio.

Alexy. Il rigoronzo è surreale. Solita onesta partita gregaria coi piedi piantati in terra e le mani in alto. Capita, quando subisci una rapina.

Matuy. L’oscuro signore del centrocampo inesistente. Potrebbe essere il titolo di un libro apocrifo di Calvino. Il finale è ancora da scrivere. Suggerimenti?

Emry. Altro gollicchio di rinterzo in buca d’angolo. Segnali confortanti e tigna turcoalemanna mmienzo ‘o mare (autocit.)

Pjany. Cade ingenuamente nel tranello compensativo rocchiano. Sulla punizia avevo già esultato prima che tirasse.

Berny. Strappa e cuce. Ma non stappa un gollino che darebbe allegria più e simpatia più più più.

Mandzy. Ko tecnico da Scesny. È una notizia, sorprendente come il cliffhanger d’una serie tv col protagonista in ambasce che poi si riprende miracolosamente all’inizio della stagione seguente. Che poi sarebbe il ritorno con l’Atletico. Possa l’Onnipotente ascoltarmi. So say we all.

Ronny. Butta fuori con destrezza Meret e la risolve già così. Poi si concede il solito meritato riposino iperbarico in vista dei ciolonzi.

Descy. Entra e mette in ordine, proprio come quelli bravi. E aizza la folla, persino. Idolo temerario.

Benty. Entra con garra charrua uruguagia quando gli sportivissimi esponenti della compagine avversaria la buttano in caciara.

Dybby. Entra giusto in tempo per farsi scalciare e ammonire, il fortunello.

Allegry. Fa giocare malissimo la squadra e merita assolutamente tutto il concime naturale riversatogli addosso senza soluzione di continuità negli ultimi anni. Si capisce. Cinque scudettini consecutivi e un tot di coppette e coppettine di contorno farebbero innervosire qualunque tifoseria mondiale degna di questo nome. Poi dice che uno se ne va affambagno nel blanco mar de Madrid, caramba y carambita.