The Cakir effect. Ne pesti uno in cempionz e finisci venduto a tranci a Londra.

Piccola storia triste e, si spera, non contagiosa. Avevi una bella squadra, magari fragilella ed emozionante a livello difensivo, ma tutto sommato ben miscelata, con giovani talentuosi e vecchiacci indomiti. Un allenatore preparato e perfetto per le sfide europee (col cul de Sacchi il prosopoeuropeista, per intenderci, seppur non orridamente e sfacciatamente mufrignano) e un direttore sportivo rampantissimo, che urbis et orbis t’invidia. D’un tratto, il solito noto fa cose turche fischiandoti o omettendo di fischiare rigoronzi lunari Vari e bari, e tanti saluti ar progggetto a tante stelle e strissie e a miglioni di miglioni. Finisce tutto a lucciole bbone pei lampioni salariani.

Memento mortacci cholici aprioristici prematurati con scuppellamento a destra.

Chi scommette sulla cempionz è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se nun c’ha na lira e uno che nun c’ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che ‘mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v’ho fregato a tutti e mo’ beccate questa… Triplete, tié! Ecco chi è, ecco chi è lo scommettitore sulle partite di cempionz”.

Tutto questo per dire che la Pallotta è rotonda e volatile, qual piuma al Ponentino. Peggio d’un SuperTele, insomma.

I see a bad moon rising,

I see troubles on the way.