Juventus-Udinese. Di pagellonze, Juventus Tv e capolavori artistici precempionici.

Chissà quante volte te l’avevano detto. La conosci. La conosci. Capita, prima o poi, nella vita coniugale d’ogni tifoso da poltrona, che il giorno della partita la tua mogliettina peschi dagli imprevisti un bel “Pizza a casa di amici, con tanti auguri. Saluta pure i tuoi programmi fantafantozzianhomerici del venerdì sera”. E allora, che fai? Nulla, t’attacchi, fingi nonscialàns e ogni tanto sbirci penosamente sull’aifòn, tanto per farti un’idea di quel che succede nel mondo in generale e in quello Juve in particolare. E subito scatta la scontata mitic-cit.

E insomma, tutto scorre, la pizza è pure buona, con retrogusto cipolloso, la birra non è Peroni familiare, ma scorre, oh, se scorre. Arrivi tardi a casa, sfatto, satollo e represso. Giusto una rapida lettura alle news, ai tuoi gruppi feisbiccolari preferiti, a qualche filmatino qua e là e subito Morfeo ti reclama con riscatto, controriscatto e recompra onirica. Domani è un altro giorno e qualcosa m’inventerò per pagellonzare, nessun tema. Detto, fatto e buonanotte. L’indomani arriva davvero e così, per prima cosa appiccio scaigò manco fossi Indiana Jones alla ricerca del Santo Graal. Eccola! Siamo già al 70esimo e rotti. Uff. Io li odio i nazisti dell’Illinois. E, savasansdìr, niente restart, ché le lamette in tasca fanno male e il braccino corto batte proprio dove lametta duole. E allora, crepi l’avarizia. Juventus Tv, arrivo! 15 eurini all’anno da Juventus turgid member e subito eccallà, la partita, senza più commentatori molesti, senza spot eterni a pusher di scommessoina, suv brutti e impossibili e senza gingol telefonici scassaminkia. I meglio 15 euri spesi della mia recente vita juventina.

Vabbè, mo’ basta, pagellonziamo con cognizione di causa apparente.

Sczesny. Ronfa beatamente fino alla lasagnata finale, che gli resta sullo stomaco e forse un po’ sulla coscienza. Sia di vibrante monito.

Spiny. Bello stile, gigioneggia, intraprende e costruisce un albergo su Vicolo Corto. Sperando che Allegry passi di lì, qualche volta. A un certo punto, sfrontatamente, ci prova al volo d’amblè, tanto per far capire agl’astanti che non è Van Basten. Sorpresona!

Rughy. Serata tranquilla. Ma il gol preso macchia anche la sua prestazione, come troppo spesso capita. Che faccio, monetizzo?

Barzy. Non si capisce come, ma si fa male. Prova dolore, evidentemente. Anch’io. Non sono gli anni, sono i chilometri. Andrebbe clonato, magari ibridizzandolo coi restanti due.

Bonny. Entra e fa il suo, a modo suo. Ma coll’Atletico non dovrà far passare manco uno spillo. Non proprio il pezzo forte del suo repertorio. San Chiello del soleo polpaccioso, aiutaci tu.

Cacy. Inappuntabile, fin quando non lascia un bel buco isliano a destra, tanto per far infuriare 14 milioni d’itagliani e far tirare un sospiro di sollievo agli altri in vista della prossima partita. Così, all’unisono. Mica male. Peggio.

Alexy. Fa di tutto per farsi rimpiangere martedì. Una delle migliori prestazioni finora, ma porcazozza di quella majala brasileira mpestata.

Matuy. Progressi e gol. Così si farà. Forse.

Benty. Sontuoso, iersera. Ok. Ma lo rifacesse in bella martedì, mi raccomando. Ieri m’è balenata un’ideuzza strana. Un’Epifania. Forse ho finalmente capito cosa vuole davvero Allegry dalla vita, figa a parte. La Juve dovrebbe giocare le partite di cempionz con la stessa leggerezza con cui ha affrontato l’Udinese. Invece, si sovraccarica, s’incupisce, con tutta la retorica del fino alla fine, dell’eroismo sabaudo pietromicchesco e finisce per avvitarsi inevitabilmente il cervello, complicando oltremisura il pane cempionico. Il che non significa prendere gli avversari sottogamba, soprattutto quelli brutti, sporchi e figghiebbottana ‘nfamoni come i ciolitici. La Juve di cempionz dovrebbe essere come Cassius Clay. Invece si ostina a voler fare il George Foreman. Senza averne manco il fisico. Perché l’ho scritto sotto Benty? Perché dovrebbe prendere esempio da Keany. Vola come una farfalla e pungi come un’ape, fratello.

Emry. Tosto ringhioso, cinico rigorista, canaccio catturapalloni. Così, sarebbe servito eccome, a Madrid. Del senno di poi, etc etc.

Berny. Eccone un altro. Fa sempre la cosa sbagliata lìlì, proprio sul più bello. Leggerezza pungigliosa cercasi disperatamente.

Keany. Ohoh, mi è semblato di vedele un pledestinato. Una belva lukakiana, ma più tecnica. Due golassi e quello stop di tacco ch’è un capolavoro postraffaellita, nel senso baggesco del termine.

Dybby. Entra per qualche spicciolo e invece si guadagna almeno un bel 10 e lode. E non lo dico perché ce l’ho al fanta, ci mancherebbe. Giurin giuretta.

Nicolussi Caviglia. Se ne dice un gran bene. Soprattutto i suoi, la contessina Serbelloni Mazzanti vien dal mare e Stefano Disegni&Caviglia. Debutto fortunello, che non guasta. Se son rose, ari-etc etc.

Allegry. Si diverte in conferenza stampa, ostentando la proverbiale halma. Speriamo che martedì ci assista anche il suo ancor più proverbiale hulo.