La canzone del giorno. Nick Drake – Poor boy #songoftheday

Nick Drake – Poor Boy

Misquotando gli Zep, in the days of my youth I was told what it was to be depressed. E mio Zio Nick era uno dei miei pusher preferiti di colonne sonore adeguate a nutrire il mio magical mystery spleen, coi suoi tre dischi meravigliosi. Ai suoi tempi, agli inizi del’70, caddero miseramente nel nulla, poi, dopo la morte prematura, da quel triste giorno di novembre del ’74, furono via via riscoperti anche dal pubblico mainstream (al quale mi pregio d’appartenere io stesso). Come da lui stesso profetizzato nell’incantevole Fruit Tree, del resto. Ma tornerocci tosto, ché mica finisce qui. Questa è forse la mia preferita dal suo secondo elleppì, Bryter Later. Jazzeggiante, dolente, autoflagellante, ironica e con un sublime arrangiamento. I suoi dischi furono prodotti da Joe Boyd, che, se la memoria non m’inganna, è anche quello dei primi Pink Floyd. E insomma, che Nick sia passato vangoghianamente inosservato e si sia spento così presto, risucchiato in una depressione cosmica tenco-leopardiana, mi stranisce, commuove e fa incazzare quanto una finale cempionica andata a puttane. Ma tant’è. Me l’immagino godersi somewhere over the Pink Moon la sua fama postuma, per quel che vale, in compagnia di tutti gl’altri geni incompresi che in tutti i tempi ci furono sgraditi. Amen.

Never sing for my supper

I never help my neighbour

Never do what is proper

For my fair share of labour

I’m a poor boy

And I’m a rover

Count your coins and

Throw them over my shoulder

I may grow older

Nobody knows

How cold it grows

And nobody sees

How shaky my knees

Nobody cares

How steep my stairs

And nobody smiles

If I cross their stiles

Oh poor boy

So sorry for himself

Oh poor boy

So worried for his health

You may say every day

Where will he stay tonight

Never know what I came for

Seems that I’ve forgotten

Never ask what I came for

Or how I was begotten

I’m a poor boy

And I’m a ranger

Things I say

May seem stranger than Sunday

Changing to Monday

Nobody knows

How cold it flows

And nobody feels

The worn down heels

Nobody’s eyes

Make the skies

Nobody spreads

Their aching heads

Oh poor boy

So worried for his life

Oh poor boy

So keen to take a wife

He’s a mess but he’ll say yes

If you just dress in white

Non ho mai suonato per guadagnarmi il pasto

Non ho mai aiutato il mio vicino

Non ho mai fatto quello che era giusto

Per la mia giusta parte di lavoro

Sono un povero ragazzo

E sono una freccia

Conto le tue monete e

Me le getto dietro le spalle

Potrei invecchiare

Nessuna sa

Quanto aumenta il freddo

E nessuno si accorge

Di quanto tremino le mie ginocchia

A nessuno importa

Quanto siano ripide le mie scale

E nessuno sorride

Se attraverso i loro tornelli

Oh povero ragazzo

Così dispiaciuto per sé stesso

Oh povero ragazzo

Così preoccupato per la sua salute

Tu puoi indovinare ogni giorno

Dove starà stanotte

Non ho mai saputo perché sono venuto

Sembra che l’abbia scordato

Non ho mai chiesto per qual motivo sono venuto

O come sia stato generato

Sono un povero ragazzo

E sono un errabondo

Le cose che dico

Possono sembrare strane come la Domenica

Che cambia in Lunedì

Nessuna sa

Come scorre il freddo

E nessuno è consapevole di

Quanto siano consunti i miei tacchi

Gli occhi di nessuno

Raggiungono i cieli

Nessuno tende

Le proprie teste doloranti

Oh povero ragazzo

Così preoccupato per la sua vita

Oh povero ragazzo

Così desideroso di sposarsi

Lui è incasinati, ma dirà di si

Se solo ti vestirai in bianco