Che personaggione, il Max! (Beppe Viola inside) #juve

“Siete intenditori di ippica? Nelle corse dei cavalli basta mettere il musetto davanti, non c’è bisogno di vincere di 100. Musetto davanti. Fotografia. Quello che perde di corto muso, arriva secondo, quello che vince di corto muso, è primo. Non è che uno dice ‘Ho vinto di 30’. 84 punti per vincere lo scudetto, se il Napoli non le vince tutte bastano e avanzano…”.

Max Allegri, 13.04.2019

Ma quanto sarebbe piaciuto il Max al mai troppo compianto Beppe Viola?

(Gianni Minà style alert)

Ero un pischelletto che guardava, come tutti, la Domenica Sportiva e leggeva, come tanti, le sue rubriche sul Monello o l’Intrepido. Mi ricordo che, a uno che lo insultava beceramente, nelle pagine della posta, rispose più o meno così: Non deve arrabbiarsi se sua madre faceva il mestiere che faceva. Ha visto lei come è venuto su bello intelligente, lo stesso?

Be’, IMHO era un genio, tipo Allen, ma non cinico come Woody: la sua grande umanità e leggerezza, in senso calviniano, traspariva chiaramente, facendolo apparire come un alieno nella Tv dell’epoca. Figurarsi oggi….

Quell’anno, è vero, ci portò un mondiale, ma ci tolse lui, Gilles, John Belushi e (solo qualche mese prima) Rino Gaetano. Gente alla quale la patente di PSG (Personal Spiritual Guidance) l’avrei concessa all’istante. E, questo, indipendentemente dal credo, calcistico o meno. Lui, probabilmente, la patente se la sarebbe giocata subito alle corse di cavalli, non prima d’avermi perculato per questo mio indegno panegirico, ma tant’è…

Grazie, Beppe.

Enzo Jannacci – Vincenzina e la fabbrica (testo di Beppe Viola)

Era uno che, per sembrare un genio, avrebbe dovuto essere completamente diverso.

Tengo duro per migliorare il mio record mondiale di mancata carriera.

Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l’ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l’attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l’eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l’aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi.

Pugile: [al terzo round] Come vado? Manager: [guardando l’avversario] Se l’ammazzi fai pari.

Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe.

La carenza di calcio provoca dei fenomeni curiosi, tipo richiamo verso la lettura, la meditazione, incupimento del tono psichico generale, alcolismo, gioco del tennis, aeromodellismo.

Era nato per sentire gli angeli e invece doveva, oh porca vita, frequentare i bordelli. […] Povero vecchio Pepinoeu! Batteva con impegno la carta in osteria e delirava per un cavallo modicamente impostato sulla corsa; tirava mezzo litro e improvvisava battute che sovente esprimevano il sale della vita. Aveva un humour naturale e beffardo: una innata onestà gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero. Lavorò duro, forsennatamente, per aver chiesto alla vita quello che ad altri sarebbe bastato per venirne schiantato in poco tempo. Lui le ha rubato quanti giorni ha potuto senza mai cedere al presago timore di perderla troppo presto. La sua romantica incontinenza era di una patetica follia. Ed io, che soprattutto per questo lo amavo, ora ne provo un rimorso che rende persino goffo il mio dolore… (Gianni Brera)