#InterJuventus. Le pagellonze col succoso terzo tempo.

Si va a Milano, a giuocare per onor di firma contro i cartoons. Si sa, la partita è molto sentita da quelle parti. Iuliano, Ronaldo, Guido Rossi, Pjanic. La storia è lunga. Pure troppo. Yawn. E così, nonostante ormai i giochi siano strafatti, un’itner al terzo posto non è mai da prender sottogamba, ché lo sgambetto proditorio, piaccia o non piaccia, può scapparci sempre in un tripudio di sentimento popolare debitamente aizzato dagl’imparzialerrimi media italioti. Ma ritorneremci. Insomma, alla fine, si torna a casa con un punto, si rallentano le ambizioni cempioniche indaiste e soprattutto non la si dà vinta ai beceri tifosi prescritti. Ché è già un bel risultato, in fondo, considerata l’atmosfera da anticipato rompete le righe (bbono, lapino, bbono). Ma il meglio doveva ancora avvenire a fine partita. Prima, però, pagellonziamo.

Sczezsny. Paperaccia sul gollazzo der ningia. E questo di per sè è imperdonabile. Poi, zzz come Ciccio di Nonna Papera.

Cancy. Fa di tutto per non farsi rimpiangere e aizzare la sua vecchia tifoseria. Contento lui.

Chielly. Rientra a giochi fatti, da par suo, ma il patatrac era già successo. Deja vu.

Bonny. Poco da segnalare. Compasso e goniometro per i lancioni sono già riposti nella cartelletta per l’anno prossimo.

Alexy. Giochicchia e forse termina qui la stagione, per l’illusoria gioia degli spinazzolomani tafazziani indefessi.

Emry. Centrale di difesa o centro, ringhia e setta il mood per gli altri che volevano dormicchiare impunemente.

Matuy. Nulla di eclatante da segnalare. Ma proprio nulla. Un po’ come la sua stagione, in fondo.

Pjany. Tocchetta e tacchetta, regala un assist incantevole a Ronny e guarda gl’indaisti sfrecciare nel primo tempo. Film già visto con sottotitoli in olandese o bergamasco.

Berny. Tema: Vorrei, ma non posso essere costantemente decisivo. Svolgimento: Il suo tiro in bello stile a qualche centimetro dalla traversa. Conclusioni: Alex, quanto ci manchi, da quelle parti. E non ditemi che sono un linguacciuto retrò. Il ragazzo s’impegna, però. Chissà.

Cuadry. Non mi ricordavo manco avesse giocato. Ah, sì. Lo stop al volo. Legnate date e prese. Ci è mancato anche lui. Mi ritorna in mente. Forse anche di più. Uhuhuh. E sticazzi. Latte versato non macina più, o qualcosa del genere.

Ronny. Segna e delizia. Si becca i fischi di paura e rispetto. Non disdegna di battere persino le rimesse laterali, non come altri ficosissimi che lasciano il compito indegno della loro classe al Descy di turno. Esempio totale.

Keany. Chi ha detto monetizzare? Io no. Eppure, m’era parso.

Spiny. Entra e fa vedere che non sa difendere ancora granché, ma spinge, sembra ispirato. Da rivedere. Non è Cabrini, non è Sandro. E se fosse qualcosa in mezzo?

Perey. Chi lo sostiene? Avesse fatto quel go’ di anca, i soliti critici avrebbero cominciato a dargli del predestinato. L’equivalente della mossa che, se te la fanno, muori sportivamente dopo tre giornate.

Allegry. E qui si apre un mondo, fatto di colpevolisti e innocentisti, in&out e chi più ne ha. Premessa. Se l’anno scorso siamo stati lì lì per perdere lo scudetto, se quest’anno non abbiamo brillato, se negli anni scorsi siamo andati meglio o peggio, è perché i giocatori hanno giocato meglio, peggio, erano in forma, si sono infortunati, erano sopravvalutati rispetto al loro reale valore, etc. Poi, certo, lui ne ha combinate un tantinello, di suo. A volte l’allegrata è andata bene, altre, no. Non è un maestro di calcio, né si atteggia a tale. C’è di meglio sulla piazza? Forse. Zizou, Klopp. Persino Gasp, forse, entro certi limiti evidentissimi. Poi, stop, imho. La alzeremo mai con lui? Questa è la vera domanda. Che prescinde dal suo valore assoluto, in realtà. E la caciara mediatica montata contro di lui me lo rendono simpatico oltre i suoi indiscutibili meriti e nonostante le sue (poche, tutto sommato) colpe evidenti. E comunque, tra McClane e i cattivoni, o i criticoni, io faccio sempre il tifo per il primo.

Critico: Senta, mi ascolti bene: io non so chi accidenti lei sia e che cosa pretende di fare, ma so che ha distrutto uno squadrone. Perciò il suo aiuto non lo vogliamo, è chiaro? Il suo aiuto non lo vogliamo! Qui ho un centinaio di eminenti tifosi inferociti sui social.

Max: Social? Ma chi se ne frega dei social, chi cazzo sei tu?

Critico: Critico capo della tv satellitare di regime e dirigo le operazioni contro il brutto calciuo senza garra charrua.

John: Ah, sei tu che le dirigi? Be’, devo darti una brutta notizia: a giudicare da qui, come direttore fai schifo.

Critico: Stammi a sentire, razza di coglione, il mio…

Max: Coglione io? Non sono mica io che mi sono fatto umiliare di fronte a milioni di telespettatori. E adesso ascolta tu, deficiente: tu non sei la soluzione, sei il problema, perciò fatti da parte e ripassami quello di prima. [il Critico passa la ricetrasmittente a Coop]

Coop: Ehi, Acciughino, come va?

Max: Mi sento poco apprezzato, Coop.

Coop: Sta’ a sentire: ti voglio bene, e come me tantissimi altri. Continua come finora, capito?! Continua come finora!