Del perché sono #juventino (luuungoooo) #Juventus

Tutto nasce da un mio recente twit twit Qui.

Premessa esticazzosa. In tempi ormai remoti, agl’albori dell’internèt, esisteva un luogo incantato ma non sempre incantevole, ed esiste ancora adesso, chiamato Usenet. Nei suoi gruppi di discussione, ben prima dell’avvento dei social come li conosciamo oggi, ho mosso i miei primi timidissimi passi. Conoscendo, tra l’altro, tanta bella gente, che mi pregio di frequentare ancora oggi. Ebbè, insomma, ‘sto preambolo inverecondo e assolutamente non richiesto era solo per contestalizzare un po’. Il mio gruppo d’elezione era, ed è, l’Nglol, nome in codice di i-ascj, gruppo non moderato frequentato da juventini illuminati e non solo. In particolare, risposi a un post di un nobile interista (essì, ne esistono, ormai in pochissimi esemplari, preservati dal Vuvvueffe). Una roba tipo “lo sventurato rispose”, insomma. Senza esserne del tutto conscio, così facendo, ebbi la malsana idea di uscire dal mio atavico dolce far lurkeraggio, per espormi di lì per sempre al pubblico ludibrio che poi diventò social e persino blog. Perciò, senza altri indugi, prego la regia di far partire l’errevvuemme appena montato con l’ausilio dei nostri tecnici.

14/10/12

Mi scusi l’ardire, Signora Maestra. Ma gli è che il tema da lei proposto proprio non mi aggrada. Quindi, come spesso mi succedeva anche nel mio non troppo memorabile passato scolastico, non posso fare a meno di rifugiarmi tra le calde e morbide sinuosità dell’argomento a piacere.

Ok, preambolo finito.

Del perché sono juventino e (incidentalmente) amo l’nglol

Svolgimento.

So per certo che non sono juventino per vicinanza geografica, né, tantomeno, penso abbiano influito, come invece spesso avviene, parentele o amicizie infantili. Di certo, il mio primo, nitido ricordo, è una figurina con un giovane Bettega svettante di testa. Un gesto plastico, sublime nella sua imperiosità, che da subito fece di Bobbygol il mio idolo. Poi, pian piano, la scoperta della Juve, dei suoi campioni, della storia. Gli scudetti, la sfiga nelle coppe europee, in un crescendo di consapevolezza e amore che, dal trionfo juventino nella notte del Bernabeu, mi portò al dolore sportivo di Atene (una nottata a singhiozzare, bamboccione che non ero altro) a quello dell’Heysel. Un dolore vero, profondo, ma a scoppio ritardato, quello. Da idiota totale, non capii cosa davvero successe quella sera. O meglio, sospesi il giudizio. colpevolmente. Era la finale, cazzo! Avevamo perso così male, ari-cazzo di un Magath! E insomma, feci del mio peggio. Esultai per il rigore fasullo. Scesi in strada senza vergogna. Perché l’animale che mi porto dentro non è nobile quanto vorrei essere. Poi, dolorosamente, iniziai a comprendere l’orrore e a distaccarmi. Sì, d’accordo, ci sono stati e ci saranno ancora tanti momenti indimenticabil: da Michel a terra a Tokio col suo sorrisetto strafottente, ai colpi di testa di Zizou, ai tacchi e alle linguacce di Alex, e tanto, tanto altro. Ma quel fanciullesco e totale trasporto, non c’era, e temo non ci sarà, più. Era un po’ qualcosa del tipo:” Toh, guarda abbiamo vinto uno scudetto. Fico… Mannaggia, ecco un’altra Champions che se ne va dalla parte sbagliata!”. In mezzo, ancora, dolori. Gaetano, Andrea, i due ragazzi. Poi, ahimè, e qui rischio una tirata d’orecchi dal comitato (Paseo alert…), Farsopoli. Pessottino umiliato e offeso. Una squadre di campioni mortificata. E il nuovo disprezzo, viscerale, per i modi subdoli dell’itner, che prima di allora, anche per motivi familiari, era quasi la mia seconda squadra. La rabbia di Alex che reagisce ai calcioni a Modena e rischia un rosso sacrosanto per reazione. Quella rabbia era di nuovo la mia. Riscoprii la passione e la vis polemica, mi esaltai come per un finale di un film d’azione quando Camoranesi prese a calcinculo quel giocatorino dell’Itner. Circa allora ho iniziato a scoprire l’nglol. Amore a prima lettura. Spesso, leggo cose che penso anch’io, ma che, nella mia imbarazzante e colpevole superficialità non so o non trovo il tempo di mettere a fuoco. Adoro molto di quel che passa per il niusgruppolo. Altro, magari, un po’ meno. Perché, in una stanza comune, c’è sempre chi si impegna per abbellìre e rendere migliore l’ambiente cooperando al bene vicendevole, il vandalo che lorda e appesta, chi sferra sciabolate e chi rintuzza, in punta di fioretto. Chi divaga e chi riporta all’ordine con autorevolezza. E tanto altro ancora, in un variopinto e caleidoscopico microcosmo. E intorno, ad osservare lo spettacolo, un mondo sommerso di lurker che (me compreso) si diverte un mondo a leggere e appassionarsi, prendendo spesso nota, spunti e idee. Magari qualcuno prova anche a uscire allo scoperto, ma poi gna’ fa e ritorna a lurkare placido e tranquillo.

E insomma, Signora Maestra, ecco qua. Mi faccio avanti tremebondo e consegno il mio temino: è poca cosa, retorico, quasi imbarazzante, sebbene mi abbia preso un po’ di tempo il comporlo. Lo so. Se vuole, lo consideri benevolmente come una prima bozza, da cesellare, abbellire con orpelli, citazioni dotte e costrutti sintattici mirabolanti. Io, per ora, mi fermo qui. Sa, è domenica pomeriggio. E, anche se è una giornata del cazzo (ehmm… chiedo scusa per il mio essere volgare. D’altronde anche lei è interista) senza la partita della Juve, mi piacerebbe dedicarmi ad altro. Tipo, la lettura dell’nglol e del suo sacro manifesto. E comunque, in fondo in fondo, saranno pure cazzi miei, no?

Ps: Cazzo, che sfiga, però. Ma lei, proprio interista, doveva essere? Mi sa che sono davvero fottuto…