#RomaJuventus – le pagellonze a scoppio ritardatissimo post pennica/spanzata/scampagnata romana

Che agone, che cimento, che pathos, questo fine campionathozzzzz!

La mia reazione alla sconfitta

Sfogliando spassiunatamente la margheritona sull’acciuga sì o no, ri-membriamo quanto successo sul verde prato dell’Olimpico, con dettagli gastronomici esoticamente inediti.

Szczesny. I pierogi, pur se freddi, non erano tanto male. Le due pappine giallorosse servite dal malfidato Chielly, invece, sono risultate alquanto indigeste. Ingrati.

Descy. Piovono cotolette milanesi fatte in casa per tutti. L’impegno e la generosità non si discutono, si sa. Ma restano banalotte e insipidine anzichenò, al solito.

Cacy. Come si dice, non todos los chivitos riesconos col bucio. Eppure, erano gustosi e farciti con fantasia e humor. Sarà stato quel solito mate caldo corretto nell’intervallo a fargli girar la cabeza pelada.

Chielly. Cacciuccata indegna di lui. Capita anche ai grandi chef.

Spiny. La sua rocciata folignate non era poi malaccio, specie nel primo tempo. Poi, si è via via sfaldata alla distanza. Interessante e da riprovare con calma l’anno prossimo, comunque.

Emry. Baklava e scudisciate a pioggia per tutti. Insomma, la classica ospitalità turcoalemanna in salsa barbecue.

Matuy. La muamba de galinha stufata resta un po’ sullo stomaco, la corsa trotterellante da fine stagione ne risente alquanto.

Pjany. La sua baklava è più raffinata di quella di Emry, ma al solito finalizza e verticalizza pochissimo, lasciando un ricorrente retrogusto amarognolo con sentori di addio anticipato.

Cuadry. Le carimanolas in onore del prossimo probabile stopper bianconero vanno gustate subito, ché alla distanza, ahimè, non reggono più la frittura come una volta.

Dybby. Il suo asado è come spesso succede un po’ esangue. Più interessante la versione con ingrediente segreto, fattapposta per acciughino con taaanto ammore.

Ronny. Pastéis de bacalhau e Porto per tutta la comitiva, eppure st’ingrati ‘nfamoni se magnano tutto e non gli servono manco una ghiotta occasione da gol. Di più: sbagliano il tocco finale pure sulle sue giuocate sopraffine. Alla fine, capisce l’andazzo del giorno e s’adegua con un velo di nervosismo prima e saudade poi, per il titolo di pichichi che se ne va a sparare le quagliarelle.

Benty, Cancy e Alexy. Partecipano al picnic così, tanto per onor di firma, ma non aggiungono nulla di memorabile al paniere.

Allegry. Il suo è un cacciucco per intenditori d’ippocampi, salato e pretenzioso, ed è rimasto sullo stomaco a tanti. Per farlo come vuole la prassi, dice, urge una lista della spesa impegnativa, con tanto da conferire nell’umido e tanto altro da prendere mica tanto a buon mercato e a parametro zero, come s’usava fare dalle nostre parti. Chi vivrà, etc.