Andrea #Camilleri – La forma dell’acqua. #Libri

Il mio primo Montalbano. Il mio primo Camilleri. Forse, il mio primo giallo italiano. Non sono un grande appassionato del genere, pur se in gioventù qualche Hardy boys e Hitchcock per ragazzi ho persino provato a masticarlo. E poi, un paio di Sherlock Holmes in inglese, giusto per impratichirmi un po’ con l’albionico.

Ma Montalbano, dicevo, ancora mi mancava. Sorprendente, per me che, credo, non ho mai visto interamente una sua puntata in tivvù. E dire che sono un bel serialomane, o almeno lo fui. L’impulso mi è venuto il giorno della morte di Camilleri. La morte, si sa, ti fa bello e affascinante. Capita coi cantanti, gli attori e, a quanto pare, pure cogli scrittori. E comunque, non che ce ne fosse bisogno, del mio fondamentale contributo, visto il successo clamoroso della saga di Montalbano. Questo primo libricino è invero godibilissimo, seppure un po’ scontato nella trama (l’assassino si indovina abbastanza facilmente), ma ciò non toglie nulla all’arguzia dell’autore, alla piacevolezza del suo stile impreziosito da escursioni dialettali gustosissime e riferimenti culinari che inevitabilmente ingolosiscono anche uno pseudodietista convertito, pur se agnostico, come il sottoscritto.

Resta l’inutilità conclamata di questo post, che nulla potrebbe aggiungere o togliere sull’argomento. Ma trattandosi del mio bel blogghettino, mi pare d’uopo scriverci su ogni tanto anche qualcosa di tanticchia più elaborato, oltre alle mie ineluttabili frivolezze juventine.

Continuerò a leggerne altri, eh, di Montalbano e Camilleri in generale. Promesso. Per l’intanto, mi cimento con Canne al vento e Malavoglia… un salto un po’ deprimente e a tratti sorprendente nell’Italia che fu e potrebbe tornare a essere. Chissà. Aggiornerovvi, ma non tenete il fiato sospeso, ché tra i miei innumerevoli difetti c’è anche la lentezza pigra, umorale, ma inesorabile delle mie scarse e imprevedibili letture.