Rocketman. Un gaio biopic neomelodico #movieoftheday

Periodo di biopic musicali agiografici, in quel di Hollywood. Dopo zio Freddie buonanima, tocca a quel che fu degli eccessi del mio carissimo zio Elton. Bambino prodigio virtuoso del piano e fenomeno musicale dei supertossici anni 70. La droga e il rock. Gli eccessi dei maledetti. L’eroina, la cocaina. Il sesso. Lo shopping (?), l’alcol, il desiderio di autodistruzione insito in ogni essere umano e negli artisti in particolare. Tutta roba cui si fa cenno nel film, una sorta di autoconfessione del suo produttore, cioè zio Elton di pirsona pirsonalmente. Già. L’infanzia problematica. Un padre assente anche quando c’era. Militare. Come zio Jim. Con la sua musica, così come con quella dei Queen, sono cresciuto. Dei sottotesti ambigui di canzoni come Daniel poco m’impippava. Così come per gli Smiths e per tanti altri, vale quello che dice Bernie Taupin a zio Elton: ti amo davvero, ma non in quel modo. E questo la dice tutta. Potere di sintesi di un grande paroliere.

Molto più di Bohemian Rhapsody, questo è un classico musical vecchio stile, tipo Grease, con coreografie stile varietà tv anni 70, ballerini e tutto il resto. Spumeggiante.

Le canzoni sono paradossalmente le sacrificate sull’altare della narrazione. Accennate, rieditate, pasticciate e pure pasticcate. Se ne coglie l’essenza più profonda, quel che ha a che fare con un’anima messa a nudo, il suo bisogno di amore e tenerezza, la sensazione di essere un emarginato, indipendentemente dal suo essere un megamultimilionario. Povero diavolo, che pena mi faaa.

(Anche se a un certo punto salirebbe pure un fanculo latente, pensando alla propria situazione personale. Ma vabbè, che c’entra. Sospensione dell’incredulità e empatia a palla per il protagonista. È il cinema, bellezza!).

Aggiungo che avevo sempre percepito questa ambigua doppiezza tra la dolcezza delle musiche e l’asprezza dei testi. Prendete ad esempio Goodbye, yellow brick road. Versi come

Cosa pensi che farai allora?What do you think you’ll do then? Scommetto che abbatterai il tuo aereoI bet that’ll shoot down your plane Ti ci vorranno un paio di vodka e tonicIt’ll take you a couple of vodka and tonics Per rimetterti in piediTo set you on your feet again
Forse troverai un sostitutoMaybe you’ll get a replacement Ce ne sono molti come me da trovareThere’s plenty like me to be found I bastardi che non hanno un soldoMongrels who ain’t got a penny Annusando bocconcini come te a terraSniffing for tidbits like you on the ground

Tosterrimi. Aciderrimi. Prima che iniziassi ad approfondire e capire un po’ di albionico, mi soffermavo solo sulla dolcezza romantica da lentazzo strappamutande anni 70. Come Don’t let the sun go down on me. Come Desperado degli Eagles. Come Smiling faces dei Temptations. Quei pezzi che magari ballavi nelle meravigliose feste delle medie. Quanti ricordi, purtroppo, troppi. Ricordo un Robert Plant post Zep ricordare di una volta che andò ospite a un programma tv italiota a cantare una canzone tristissima con il pubblico che ballava e rideva. Ignorance is bliss.

Tornando al filmetto. Be’, bellino, ovvia. C’è di meglio, ma sempre preferibile al covid o all’inquisizione spagnola, per esempio.

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