You Rock Guitar. Chitarre midi fantastiche (o quasi) e dove trovarle.

È arrivata, finalmente, la mia You Rock Guitar. Scovata in Cina, su eBay, consegnata pure molto prima di quanto temuto. Metà luglio, dicevano. E invece, è bastato meno di un mese per percorrere la via della seta all’incontrario. Pagata nemmeno tantissimo, invero. E c’è un perché, di cui parlerovvi poscia. Avevo visto alcuni video tipo questo e soprattutto quest’altro e avevo abboccato subito. Ganzo, questo pesciolino!

A prima vista, comunque, magnifica. Chitarra midi, dicevo, quindi collegabile al mio caro Mac e persino all’aifon. Che bellezza. Tante cose al mondo puoi fare, costruire, inventare.

La prima domanda che un qualunque bipede sennodotato mi farebbe, conoscendomi un po’, sarebbe sempre la stessa: ma tu, ma tu… che te ne farai poi degli strumenti (e di tutto il resto in generale), se non sai punto suonare, non conosci la Musica e manco ti prendi la briga di studiarla ed esercitarti come si converrebbe?

Già.

Grazie della domanda, anche se è malposta. Questi gingilli, tipo il sax di cui parlo qui, sono, se non altro, terapeutici. Anche se non so cavare nulla di decente e ascoltabile da altri all’infuori di me.

E basta, o faccio sgomberare l’aula.

Ecco. Ricomponiamoci. Dicevo, la chitarra. Divertente, ovvìa. Collegata qui e là dove trovavo un pertugio interessante libero, via midi, cavetto o usb a casse, aifon, mac. Provata pure con GarageBand. Funge, si accende, è viva viva! Ha un fottio di bei suoni di chitarra e synth di fabbrica. Anche se qui iniziano le dolenti note. Se infatti le cose filano lisce con gaudio per le chitarre (la Rickenbacker! Oh. My. God!), i preset dei Synth sono catalogati un po’ a cazzo di cane. Ripetuti e mischiati alla rinfusa. O forse sono io che ancora non ho capito. No, no: è proprio il firmware bacato. Vabbè, c’è il sito web, dice il manuale. Ops. Sono tutti morti. Si scopre che non giocano più, davvero. Quindi, ciao ciao agli aggiornamenti e tutto il resto.

Così è, così te la tieni, se vuoi.

Stacce.

Proviamo a suonicchiarla, allora, va’. La primissima sensazione, passato l’entusiasmo acritico iniziale, è che si perda per strada più di qualche nota. E stavolta, non sono io. Ho cercato sui forum, giuro. Pare che questa bella chitarrina abbia le sue cose quando si tratta di decidere se suonare o meno la nota che io mi sarei pure ingegnato a partorire con tanta fatica dei miei lombi e polpastrelli. Le finte corde, che dovrebbero fare proprio quel lavoro lì, funzionano un po’ come Siri quando fa finta di non capire un cazzo di quel che dici, tranne le maleparole. E allora, pazienza. Vuol dire che suonicchierò dando la colpa delle mie defaiànz alla chitarra che non mi capisce.

Uhm. Perfetto, direi.

E poi ci sono tante cose carucce da fare, tipo registrare, farsi accompagnare da una batteria direttamente nella chitarra. E suoni spaziali alquanto improbabili. Accordature alternative tipo Jimmy Page. Tutte cose che, sono certo, userò moltissimissimo. Ma chissenefrega, in fondo. Ho un nuovo gingillo col quale trastullarmi invece di studiare e far cose più serie, costruir su macerie e mantenermi vivo.

Ne riscriverò, magari appena arriverà pure la tastiera gonfiabile in silicone. Non è davvero gonfiabile, eh, ma me l’immagino comunque così. Chissà poi perché.

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