Pirlate crepuscolari e superficialotte nell’afoso calcio d’agosto. #Juventus

Sorpresa: anche la Juve sbaglia. Di brutto. E lo fa vincendo comunque il nono scudettino di fila. Pur con una squadra sbagliata concettualmente, finita fisicamente, con un solo vecchio leone che fa quasi per undici, con dei giovani leoncini che anche oggi potrebbero solo lustrare gli scarpini al nuovo allenatore per capacità tecniche e intelligenza calcistica. E con un vecchio allenatore a dir poco inadeguato e giustamente accompagnato alla porta con pochi saluti di circostanza.

E ora si riparte.

Con un allenatore carismatico, ma inesperto e tutto da scoprire.

Con una squadra da rifondare.

E una dirigenza sotto osservazione e commissariata dopo le scelte ad mentulam di quest’anno.

Con Cristiano che avrà, almeno anagraficamente, un anno in più.

Chi vivrà, vedrà, aveva detto quel gran testone di Pavel.

Ma io sarei un po’ stanchino. Di questa cempionz, e, a latere, pure di aggiornare questo blog.

Andrea dice che serve entusiasmo.

Dillo a me.

E comunque, buone vacanze, per chi le fa.

Io passo.

#Tiramisù alla #Nutella, contro il logorio della #Juve odierna.

Juve, Tiramisù, Nutella… Per fare il post perfetto, dovrei aggiungere anche un po’ di sesso, o magari qualcosa su Sanremo, il coronavirus, le cavallette…

Ma anche no, non ci ho voglia. Se volete, cominciate voi, poi vi raggiungo.

Reduce da una pausa di riflessione indotta da problematiche interiori delle quali non importerebbe una ceppa al follower più accanitamente inesistente, parliamo di ricette consolatorie post traumatiche.

Partiamo da una considerazione: seguire le partite della Juve, ultimamente, mi mette ansia e poscia mi deprime anzichenò. Sarà che la rivoluzione sarriana ha partorito finora un mezzo sgorbio indecifrabile, tra partite indistiguibilmente allegriane e altre che Del Neri – Zac – Ciro, levatevi proprio. Insomma, in domeniche come queste, meglio rifugiarsi in cucina.

E allora, tiriamoci su con la Nutella. La ricetta clona pressappoco una di Misya. Quanno ce vo’, ce vo’.

INGREDIENTI

Tre pacchi di frollini tipo Oro Saiwa

250 g di mascarpone

200 g di panna spray

44 tazzine di caffè in fila per sei col resto di due (diciamo almeno mezzo litro, va’. E non fate i nervosi)

80 g di zucchero

Qualche cucchiaiata di latte

Nutella a catafottere

Granella di nocciole dop igt qb psi pli pri Cazzaniga

Cacao meravigliao amarao

PROCEDIMENTO

Prendo due belle ciotolazze. In una mischio selvaggiamente mascarpone, zucchero e panna.

Nell’altra ciotola, verso nervosamente tutto il caffè nero bollente conservato in frigo negli ultimi giorni. Aggiungo latte e un po’ di sugar sugar, e poi inizio la catena di montaggio del tiramisù.

La scelta del contenitore mi ha preso un po’. Poi ho saggiamente optato per uno di quei cosi domopak lunghi così e larghi cosà. Bastante appena, alla fine, evitando disastrose esondazioni e torsioni della stagnola.

Inzuppo i frollini a quattro alla volta nel caffè e compongo il mosaico. Finito il primo strato, lo sonmergo di crema e poi di nutella. Ripeto l’operazione per il secondo, terzo e financo quarto. Massì, che poi dicono che siamo tirati. Ultimo con ls granella di nocciole e ls spolveratina di cacao.

Metto in frigo qualche ora, per far sbollire la rabbia scaligera, e poi mi tuffo .

Alla fine, l’era sarriana mi costerà qualche severa crisi glicemica, temo.

#JuveParma. Le #pagellonze interrotte del giorno dopo. #Juventus

Scesny

Uccellato da Cornelius, poi pochi brividi, freddo a parte. Sul finale, si riscalda un po’, ma finisce in gloria.

Cuadry

Non fa sfracelli, ma continua nella sua crescita terzinesca.

Dely

Giganteggia su Inglese, sferraglia su Cornelius. Peccato sia un flop, altrimenti parrebbe anche bravo.

Bonny

Lanci col goniometro in orizzontale, verticalizza poco, ma mostra sicumera autorevole e a tratti sborona. Guarda, mamma, senza BC!

Alexy

In silenzio, si rompe. Fortuna che abbiamo millemila terzini sinistri. È l’ora di Berny zambro? Ho troveto, direbbe Lino Banfi.

Dany

Entra e inverte i piedi come Matuy, ma di fabbrica.

Pjany

Anonimamente si prende quest’altra vittoria senza apparentemente sudare. Beato lui.

Matuy

Lui sì, che suda. E corre più di Bonini per gli altri dieci.

Raby

In crescita costante. A fine campionato, potrebbe raggiungere le vette del primo Stury, se si applicherà con profitto.

Ramsy

Piedi raffinati e malconci. Poco ritmo, ma un epsilon a piacere meglio della partita precedente.

Ronny

Peccato sia stra-finito e non salti l’uomo. Sarebbe promettente. Ho l’occhio fino, per le giuovani promesse.

Dybby

Paolino Paperino quando esce dal campo, delizia con giuochi di prestigio e assisteggia di giustezza. Una gioia per gli occhi.

Higuy

Prova a incidere, ma non morde, stavolta. Volenteroso.

Costy

Tocchi di fino nella sua minimicropartita.

Sarry

Continua col bastone e carota a Dybby, quattro punti sull’inda. Insomma, bene così, forse. Lo spettacolo? Ma che, daverodavero? Essù, andate al circo.

Cortomuso colpisce ancora.

#RomaJuventus, pagellonze blasfeme, svogliatelle e ignorantissime. #Juventus

L’antefatto.

L’itner scula il pareggio contro la corazzata da 100 euro atalantina in modo quantomeno dubbio. E subito mi partono un paio di meme.

Lautaro uno di noi?

L’immortale capolavoro di VARhol.

E vabbè. Per una volta, riesco a guardare una partita della Juve dall’inizio alla fine. Ché, nel caso di ieri, va dal fischio d’inizio fino al secondo gol di Ronaldo. Poi, iniziano gli ozi romani dei nostri, inframezzati da infortuni tragici e tentativi di rimonte abortiti. Il tutto tra la noia generale e la preoccupazione per le condizioni di Zaniolo e Demy. E lì mi parte il tweet sulle condizioni del manto erboso, tutt’altro che perfette e sui geni che hanno pensato bene di farci giocare su due partite in due giorni.

Insomma, si festeggia il titolo platonico di campioni d’inverno e si maledice l’Olimpico, la Var e tutto il cucuzzaro che gli gira intorno. Ma pagellonziamo pure, va’ ché oggi l’ispirazione latita anzichenò.

Scesny

Una paratona la fa. Qualche vaccatella nei rilanci pure. Core de Roma come Pjany.

Cuadry

Un’iradiddio sulla fascia, poco assecondato dal resto della truppa in gita.

Bonny

Tiene botta per lui e per gli altri. Lancioni belli belli non ne fa, danni nemmeno. Bene così.

Demy

Parte benissimo e si rompe malissimo. Nel furore agonistico, vorrebbe pure continuare a giocare con legamento e menisco rotti. Poi lo sedano e via.

Dely

Entra e giganteggia su Dzeko, mica cotica.

Alexy

La voleè sul rigore è un po’ ridicola, per il resto compitino senza troppi svolazzi.

Pjany

Un paio di svarioni difensivi degni del miglior Descy, ma anche qualche sprazzo di classe nei fraseggi, sempre e solo nei primi dieci minuti.

Matuy

Tanta sostanza senza un briciolo di classe. Ma va bene così.

Raby

È ancora ingolfato. Si intravede qualche barlume di quel che potrà essere, soffiandoci un po’.

Ramsy

Ancora impalpabile, in campo e nel mio fantacalcio. Vedi Raby, con un piedino un po’ più educato e malconcio.

Dybby

Incanta la platea, meno la panchina. Con Pep sarà diverso, forse. O magari no.

Ronny

Cazzuto e pimpante, persino commovente nella carezza a Zaniolo in lacrime.

Higuy

Segna e il milliVAR nel suo caso fa il precisetti, solo come avviene con la Juve, pare.

Dany

Una pena? Ne imbrocca pochissime e si soffre tanterrimo dalle sue parti.

Sarry

Soffre di staffettite acuta asintomatica. Ma intanto, vince e va benissimo così.

Zany

Vederlo in lacrime così è stato brutto brutto brutto. Peccato, perché quell’azione lasciava intravedere qualcosa di bianconerizzabile a breve. Chissà.