‘Nchiampare sabaude #ricettadelgiorno

Jo c’aggio perzo a patria, casa e onore

Io so’ carne ‘e maciello, so’ emigrante

In queste notti buie e tempestose, la ‘nchiampara DOP made in Cuse’ è IL comfort food per eccellenza, se ce n’è uno.

Punto.

Proletaria. Trasversale. Congiuntamente parallela nella misura in cui. Tanto, le distanze covid ci pongono al sicuro da fiatate superciukkiane ultramoleste. E non c’è niente da capire.

Ingredienti

Una cipolla rossa simil Tropea

Una cipolla bionda

Un pugno di lievito madre (100 g, a spanne)

Due pugni di farina (250 g, giùppersù)

Origano peperoncino rosso calabrese curcuma curry qb in base ai gusti

Olio per friggere qbtvttb

Extra: la provola rimasta in frigo. Ci sta da Ronnie James.

Procedimento

E chi se lo ricorda. So per certo che ho iniziato tagliando a semianelli le cipolle, messe in una pirofila con un bientot di acqua e poi schiaffato nel microonde per oltre 8 minuti per stufarle un po’ pria della padellata frittata globale.

Poscia ho creato la pastella semiliquida col lievito madre sbriciolato, la farina e taaaaanta acqua, ho unito la cipolla ancora bollente con tutta l’acqua di cottura, ho sbattuto l’impasto e poi l’ho sversato in una padellina coi tocchetti di provola. E rosola rosola rosola. Quando ho cominciato a percepire il sentore afrore che la puzza d’ascella cipollosa tendea al carbonizzato andante, con un abile giuoco di polso frutto d’anni d’allenamento ho tosto rigirato la frittata, raccogliendo nonscialantemente i pezzi incastrati al soffitto e caduti sul piano cottura.

Il sommelierre consiglia: servite elegantemente in tavola con l’adeguato e inevitabile accompagnamento di Peroni familiare e rutto libero.

#Tiramisù alla #Nutella, contro il logorio della #Juve odierna.

Juve, Tiramisù, Nutella… Per fare il post perfetto, dovrei aggiungere anche un po’ di sesso, o magari qualcosa su Sanremo, il coronavirus, le cavallette…

Ma anche no, non ci ho voglia. Se volete, cominciate voi, poi vi raggiungo.

Reduce da una pausa di riflessione indotta da problematiche interiori delle quali non importerebbe una ceppa al follower più accanitamente inesistente, parliamo di ricette consolatorie post traumatiche.

Partiamo da una considerazione: seguire le partite della Juve, ultimamente, mi mette ansia e poscia mi deprime anzichenò. Sarà che la rivoluzione sarriana ha partorito finora un mezzo sgorbio indecifrabile, tra partite indistiguibilmente allegriane e altre che Del Neri – Zac – Ciro, levatevi proprio. Insomma, in domeniche come queste, meglio rifugiarsi in cucina.

E allora, tiriamoci su con la Nutella. La ricetta clona pressappoco una di Misya. Quanno ce vo’, ce vo’.

INGREDIENTI

Tre pacchi di frollini tipo Oro Saiwa

250 g di mascarpone

200 g di panna spray

44 tazzine di caffè in fila per sei col resto di due (diciamo almeno mezzo litro, va’. E non fate i nervosi)

80 g di zucchero

Qualche cucchiaiata di latte

Nutella a catafottere

Granella di nocciole dop igt qb psi pli pri Cazzaniga

Cacao meravigliao amarao

PROCEDIMENTO

Prendo due belle ciotolazze. In una mischio selvaggiamente mascarpone, zucchero e panna.

Nell’altra ciotola, verso nervosamente tutto il caffè nero bollente conservato in frigo negli ultimi giorni. Aggiungo latte e un po’ di sugar sugar, e poi inizio la catena di montaggio del tiramisù.

La scelta del contenitore mi ha preso un po’. Poi ho saggiamente optato per uno di quei cosi domopak lunghi così e larghi cosà. Bastante appena, alla fine, evitando disastrose esondazioni e torsioni della stagnola.

Inzuppo i frollini a quattro alla volta nel caffè e compongo il mosaico. Finito il primo strato, lo sonmergo di crema e poi di nutella. Ripeto l’operazione per il secondo, terzo e financo quarto. Massì, che poi dicono che siamo tirati. Ultimo con ls granella di nocciole e ls spolveratina di cacao.

Metto in frigo qualche ora, per far sbollire la rabbia scaligera, e poi mi tuffo .

Alla fine, l’era sarriana mi costerà qualche severa crisi glicemica, temo.

Pasta al forno pasticciata “à la moi” #ricettadelgiorno

Una mattina, mi son svegliato. Uhm. Incipit già sentito. Comunque, capita a tutti di alzarsi con l’insana voglia di riversare nel cibo tutte le nevrosi indotte dal logorio della vita moderna.

Uhm bis. Troppo cervellotico.

Il nostro eroe aveva semplicemente voglia di scrofare una goduriosa pasta al forno.

Onesto, diretto, sincero.

E così, il malcapitato aprì il frigo. Mortadella, uova, besciamella. Nella dispensa, il ragù pronto e due pacchi di pasta integrale diversi. Tanto gli bastò.

INGREDIENTI

circa 500 g di pasta integrale corta

1 bulatta di ragù contadino e una di sugo di datterini Barilla

500 g di besciamella Parmalat

2 uova

6 fette di mortazza

Aromi vari

PROCEDIMENTO

Ho schiaffato tutto in una pyrex con un po’ d’acqua. Microonde per 10 minuti alla massima potenza. Terminato, un’altra ventina di minuti nel forno tradizionale per abbrustolirla un po’.

E se non la mangi direttamente dalla teglia col cucchiaione prendiporzione, godi solo a metà.

Pasta al forno a microonde di Ferragosto. Si. Può. Fare! #ricette

Ok. Riprendiamo. Quasi un mese di pausa meditativa forzata anzichenò e nulla affatto vacanziera, ahimè misero e tapino. E allora, prepariamo qualcosa di semplice semplice per il Ferragosto incombente, va’, che il campionato di calcio tarda ad arrivare, la Juve è stata già beffata oltre il limite sindacale e insomma tutti i fatti cosano in direzione ostinata e contraria. Ci vuole proprio un comfort food classico, una cosa che solo a guardarla di traverso si diventa tutto ciccia e brufoli, ma chissenefrega, tanto c’è il bicarbonato di sodio. L’occasione mi è gradita per porgervi la meglio pasta al forno di Ferragosto, rivisitata in chiave iperveloce, prendendo pure le mie solite scorciatoie per farla in mezzoretta tonda tonda. E il risultato, dicevo, è godurioso oltre ogni ghiotta aspettativa.

INGREDIENTI

500 g di tagliatelle secche integrali

2 boccacci di sugo con polpette Star

1 boccaccio di sugo bio Barilla

Una cofanata di besciamella

Caciocavallo silano tagliato a dadini come se piovesse.

PROCEDIMENTO

Schiaffate pasta, sughi e due boccacci d’acqua in una pyrofila pyrex pyroettando. Mettete a cuocere nel microonde, coperte coll’apposito coperchio per microonde, alla massima potenza per il tempo di cottura delle tagliatelle + 3 minuti moltiplicato per la sezione aurea phi, sì da avere la cottura perfetta e divina. A un certo punto, diciamo a metà del tempo, mescolate il tutto per mantecare con giustezza. Riprendete la cottura. Quando il forno bippa, prendete un ciotolone e ponetevi la metà della pasta appena cotta. Apparate per benino la pasta restante nel pyrex e spargete metà besciamellona e caciocavallo. Poi riversate il resto della pasta dal ciotolone messo da parte e completate con altra besciamellona, caciocavallo e parmigiano a piacere. Rimettete a cuocere nel microonde funzione grill per una decina di minuti, fino a ottenere una interessante crosticiona croccantella e bruciacchiata. Sfornate con cura, possibilmente senza ustionarvi, e servite e riverite.

Poi mi direte, nei commenti, se ne avrete voglia e forza post prandiale.

P.S.: come molte cose nella vita, il giorno dopo è ancora più buona. Orizzontale, preferibilmente fredda.

Rimedi #anticaldo 2.0

Stay hungry

(Eat salad)

Stay foolish

(Eat lasagna)

Ah, nella stagnola c’è la pizza del giorno prima, sulla quale mi sono già espresso qui.

Caracollo verso il divano a schiacciar pisolini in dolce compagnia, sognando l’anguria ghiacciata del pomeriggio.

Heaven, I’m in Heaven…

No, non ho detto Oven.