Il decalogo che non t’aspetti. #blogheroes

O almeno, quello che c’ho capito io da un anno a questa parte. Non molto, in realtà, se considero freddamente i dati, nudi e crudi. Ma vabbè, considerate la mia s(c)emenza etc.

1 – Dà potenzialmente assuefazione, come il social: un effimero delirio di onnipotenza cresce al crescere dei like e dei follower. E io resto umile, ma onesto.

2 – Crea alienazione e litigi con chi reclama sempre più nervosamente la tua magnanima attenzione mentre “lavori sul tuo blog del cazzo che tanto nessuno leggerà”. Do you have a point?

3 – Monetizza solo se sei determinatissimo, tipo venditore porta a porta: devi crederci, sempre crederci, fortissimamente crederci. Ecco, appunto.

4 – Il blog tuttologo funge solo per quelli davvero bravi, ricchi e famosi (non necessariamente in quest’ordine). E tu, capoccione, ancora insisti e persisti e scribazzare della qualunque.

5 – Il posting diretto sui social non porta click manco se minacci feroci rappresaglie. Anzi, forse ti toglie pure i follower storici, straniti dai tuoi repentini off topic. Come la coperta (corta) di Linus. Contenere moltitudini non va bene nemmeno se sei Tara di quella bella serie Tv che, non per niente, è durata sì e no due stagioni brevi (e l’ho amata solo io, mi sa).

6 – Se non fai pierraggio in modalità stalking, nessuno ti seguirà. E se lo farà, saranno comunque finti-pity-like di scambio. Stacce.

7 – Fotomontaggi e gif animate personalizzate non funzionano, se non fatti professionalmente o da qualcuno del punto 4. E comunque, fanno ridere solo te. Stacce (2).

8 – I post che davvero funzionano sono quelli che creano un dibattito, che provocano la rissa. A stronzi!

9 – Il rinnovo automatico dell’abbonamento annuale di WordPress è il Male. Ma bloggare dall’iPhone mi impone di essere meno schizzinoso e più realista. E fanculo ai plugin e ai profili bisness per aggiungere ads e altre robe da influenzers ricchi sfondati di followerz.

10 – Non so cos’altro scrivere, ma nella mia testa l’ho pensata come un decalogo, perché, dicono quelli bravi, per fare clickbaiting a strascico i decaloghi vanno da Dio, fin dai tempi di Mosè.