Non indurmi in induzione

Causa trasferimento forzato e si spera a lieto fine, ho dovuto cambiar città, vita, routine e abitudini alimentari quotidiane. Con tutto quel che ne consegue. E, come ben sanno i miei attentissimi influenced che hanno già letto Qui, la mia consueta colazione da campioni prevedeva il kefir fatto in casa (sigh), rimpiazzato da quello industriale (bleah). Orzo al caffè con acqua scaldata al microonde, sostituito degnamente ora col bollitore all’ammeregana dell’Ikea. E allora, sul mio personalissimo cartellino comincio a segnare:

Induzione 1 – microonde 1

Continuando, una manciata di frutta secca random, un paio biscotti Gran Cereale Barilla al riso e al cacao, pane di segale, burro, marmellata, miele. Quelli si trovano anche in questi posti sperduti e mi sono già arrangiato. Bravo, Coop.

E le uova? Qui casca l’asino.

Ho provato col fornello a induzione in dotazione e il mio metodo brevettato: rompere l’uovo nel bicchiere di vetro mezzo ripieno d’acqua, coprire con un piattino come faccio al microonde e schiaffare tutto matrioskamente in un pentolino scaldalatte Ikea con un dito d’acqua, simulando una cottura a bagnomaria. Nisba. Nein. Rien. Nada. Il risultato è stato imbarazzante persino per i miei standard mappazzosi. A parte il casino terremotesco del piattino sul bicchiere e del bicchiere sul pentolino (i vicini mi ringraziano ancora sentitamente mettendo su una bella discoteca notturna, per ricambiare), l’uovo resta ostinatamente crudo.

E vabbè, allora provo versando l’uovo dal bicchiere direttamente nell’acqua del pentolino. Si innesca una reazione nucleare preoccupante, tipo aceto+ bicarbonato+ingrediente segreto dell’ingegner Quiller. Comunque, più o meno funge, raccogliendo e filtrando grumi d’albume nella schiumetta torbida formatasi.

Ok, ciao, ciao, Benedict. Non è cosa, ma è stato bello finché è durato. Proviamo a farlo tipo tegamino. Più o meno riesco pure, eh. Non fosse che l’albume si attacca tipo vernice sul fondo aderentissimo, che manco con lo svitol o la fiamma ossidrica se ne andrà mai. E, naturalmente, il tuorlo si rompe, tu ti rompi e maledici l’assenza del tuo fidato Whirlpool. Ma è inutile pensarci ora. Anche il terzo giorno di tentativi è andato.

Microonde – Induzione 6-0 6-0. E circoletto rosso d’uovo.

Il giorno dopo, mosso a compassione, il mio pusher abitativo mi procura un bel padellone induttivo tuttofare e – soprattuto – antiaderente. Mah. Proviamo. Niente olio. Niente acqua. vado di uovo al tegamino classico, come vuole la prassi. Oddio, per i miei gusti ci vorrebbe un po’ d’origano e un goccino d’olio al tartufo, ma transeat. Padella sul forno alla massima potenza (forza 9!), rompo l’uovo e in meno d’un minuto l’ovetto è pronto. Lo scrosto delicatissimamente con un cucchiaione e lo posiziono con precisione geometrica escheriana sulla fettina di pane di segale. Finalmente trangugio in un sol boccone il ferale pasto. Innaffio il tutto con l’orzo, il caffè simil Nespresso luuuungo come piace ammè e sono pronto per andare incontro al mio giorno. Ce n’è bisogno, in questi tempi bui e tempestosi.

E insomma, Induzione – Microonde 1-1 di stima, non fosse per quell’imbarazzante 6-0 6-0. Facciamo pure che il microonde vince ai punti questo appassionante round, ammisci. Ma la sfida continua, in esclusiva, solo per gli abbonati premium. E solo quando qualcuno mi spiegherà come postare contenuti a pagamento che nessuno sano di mente oserebbe mai acquistare. Quindi il mio share è a posto così.

Polpette miste al ragù riciclate al microonde

Arrivi la sera affamato come un lupacchiotto della steppa, apri il frigo e cominci a elaborare pressappoco così, per un tempo non piccolo.

Poi, d’improvviso, l’illuminazione.

Adocchi quel vassoietto rimasto di polpette di riso e carne della suocera del giorno prima. Ti ricordi di quella bella bulattona economica di ragù Crai (ci mettono pure lo zucchero, sapevatelo!) e riesumi qualche tocchetto rimasto di formaggio svizzero marca President. Schiaffi il tutto senza pietà nel pyrex per 4 minuti alla massima potenza consentita, col tuo bel Whirlpool grigio. Popi popi. E buon appetito, tra l’entusiasmo generale.

Pizza di legumi al microonde

Regalone arrivato dai miei munifici sponsor e subito messo in opera (nota per tutti gli altri possibili foraggiatori, compratemi, io sono in vendita, e non credetemi irraggiungibile). Parliamo della magnifica pentola a pressione Tupperware per il microonde. 20 minuti, e la busta di zuppa contadina secca l’è bella e pronta. Poi, il colpo di genio…

INGREDIENTI

– Una busta di zuppa contadina Colfiorito da 1 kg

– Spezie e aromi a piacere

– Olio q.b.

– 3 fette di caciocavallo o provola

– 1 vasetto di passata di pomodorini bio Barilla

PROCEDIMENTO

Schiaffate i legumi nella pentola e sciacquateli un po’, facendo attenzione a non farli esondare fino a intasare il lavello. È vero, credetemi è accaduto. Quando li vedete belli spurgati, riempite d’acqua sotto il livello max indicato nella pentola, chiudete e mettete nel microonde per 20 minuti alla massima temperatura. Giuro che funziona e non dovrebbe esplodere nulla. Magari la zuppa affrescherà il tetto del vostro microonde Sistina Style con gli effluvi legumati, ma, ehi, che figata! Manco Jackson Pollock in acido farebbe di meglio.

Terminata la cottura, lasciando che si freddi per un’era geologica e aprendo con cura la bomba a pressione, evitando complicazioni, si dovrebbe alfin presentare un blob compatto e un po’ inquietante.

Lo si spalma senza tema su un megapiattone da pizza e lo si farcisce a piacere come fosse un megapizzone. E buon appetito, gente!😲

Risotto al ragù alla bolognese in 20 minuti… 21, va’.

Per la serie, i grandi classici al microonde, la Cooperrapìdo prodacsciòn è lieta di presentare codesta ricettina da doppia libidine col fiocco.

INGREDIENTI

150 g di riso integrale parboiled Conad

Un vasetto di Ragù Bolognese Barilla

Un filo d’olio

Un cubetto di parmigiano Biraghi

Peperoncino q.b.

PROCEDIMENTO

Ho preso un cuociriso

Lo uso per teee

Ok, la pianto. Cuociriso, marca Tupperware, generosamente regalatomi dai miei sponsor familiari. Ho versato il riso e poi l’acqua a coprirlo, chiuso l’anbaradàn con i due coperchi appositi e schiaffato tutto nel mio poderoso microonde Whirlpool alla massima potenza per il tempo indicato sulla confezione del riso (20 minuti). In realtà, si potrebbe fare pure con una pentola adatta al microonde qualunque, ma questa faceva più figo e acchiappa più clic a livello Seo. Seee.

Mentre il riso cuoce, mi dedico ad altro, tipo l’insalata d’iceberg ben ghiacciata. Beeep. Ok, torniamo al riso e stop alle freddure artiche.

Sfornato il riso e scolato un po’ dal liquido in eccesso, ci verso dentro tutto il barattolo di ragù, un filo d’olio, manteco la calma e lascio in forno un altro minutino. Impiatto con classe, come fa un Barbieri cieco,

quando che impiatta i mappazzoni

Fa girare un po’ i… (e niente, la rima non mi viene).

Una bella spolveratona di parmigiano grattugiato fresco con la mia fidata Gratì, due o tre peperoncini freschi di freezer e bon appetì. Yumm yumm. Gnamm gnamm. Burp burp. Zzz zzz.

Hamburger e patatine senza passare dal Mc

Era la sera di un maledetto giorno da cani. Uno dei più deprimenti che la storia recente ricordi, roba che Nick Drake frammisto ai This mortal Coil je fa’ ‘na pippa. Saliva il bisogno di tresciarsi con un po’ di comfort food, o comfortarsi col trash. Insomma, qualcosa di fast, di food, di zzz. In pigiamone felpato, però. Quindi, niente puntatine al McDonald’s o peggio al Big Kahuna Burger, ché non eri proprio in vena di sermoncini del cazzo su come ti vesti. Ehm. E quindi, mano al mio fidatissimo microonde Whirlpool, double crisp e double steam a palla e in 20 minuti la cena è servita. Hamburger surgelati marca Conad, patate americane ben stagionate e appiccicose, due bianche e una arancione e via di pelapatate e tagli a spicchi col mio fidato coltellazzo MasterChef dei punti Conad, quello scanalato e grosso che ti taglia pure le dita in uno zac. Ma andiamo con ordine, come quelli bravi.

INGREDIENTI

2 Hamburger surgelati

3 Patatone americane grosse bicolori

5 Pomodorini ciliegini o datterini

2 fette di pane di segale 100% integrali

Ketchup, Maionese, Senape e peperoncino a piacere

PROCEDIMENTO

Fatte a fette e poi a spicchi le patatone, schiaffatele nella vaporiera d’ordinanza funzione double steam e lasciate cuocere a lui, ché sa che deve fare.

Scaraventate gli hamburger nel piattone crisp e, una volta pronte le patate, versatele pure nel medesimo piattone. 7 minuti dual crisp, poi girate gli hamburger giocando a tetris con le patatine e altro giro da 7 minuti. Dovrebbero essere ben cotti. Nel caso, un minutino o due in più, se li volete stracottissimi. Portate in tavola, preparate il paninazzo con una o due fette di segale in base al vostro fabbisogno di carboidrati, hamburger, salse, pomodori e patate a piacimento. Una sciccheria potrebbe essere infilarci un paio di sottilette, fette di caciocavallo, mozzarelle ben sgocciolate o altri latticini e passarli meno di un minuto nel microonde. Ma a me andava già bene così.

Effetto: meglio di un Tavor on the rocks. Tempo di divaneggiare, ché il cammino dell’uomo divanato è minacciato da ogni parte dalla frenesia degli esseri indaffarati e dalla turbolenza degli uomini insonni. Qualcun dorma, tu pure, o principessa.