Pasta al forno pasticciata “à la moi” #ricettadelgiorno

Una mattina, mi son svegliato. Uhm. Incipit già sentito. Comunque, capita a tutti di alzarsi con l’insana voglia di riversare nel cibo tutte le nevrosi indotte dal logorio della vita moderna.

Uhm bis. Troppo cervellotico.

Il nostro eroe aveva semplicemente voglia di scrofare una goduriosa pasta al forno.

Onesto, diretto, sincero.

E così, il malcapitato aprì il frigo. Mortadella, uova, besciamella. Nella dispensa, il ragù pronto e due pacchi di pasta integrale diversi. Tanto gli bastò.

INGREDIENTI

circa 500 g di pasta integrale corta

1 bulatta di ragù contadino e una di sugo di datterini Barilla

500 g di besciamella Parmalat

2 uova

6 fette di mortazza

Aromi vari

PROCEDIMENTO

Ho schiaffato tutto in una pyrex con un po’ d’acqua. Microonde per 10 minuti alla massima potenza. Terminato, un’altra ventina di minuti nel forno tradizionale per abbrustolirla un po’.

E se non la mangi direttamente dalla teglia col cucchiaione prendiporzione, godi solo a metà.

Margery Williams – The Velveteen Rabbit e le strane associazioni mentali con #Friends e #StarTrek #bookoftheday

Gli strani incroci della vita. L’autrice, una romantica donna inglese, visse anche in Italia, a Torino, agli inizi del ‘900. E allora? Nulla. Così. Leggendo in questi giorni per la prima volta questa celeberrima favoletta, mi è tornato in mente un mio vecchio post. Riprenderò a scrivere anche di questo, un giorno. Invero, la curiosità su questo libricino mi era già sorta da tempo. Galeotto, manco a dirlo, un vecchio episodio di Friends.

Friends – The Velveteen rabbit

E che posso farci, adoro i rimbalzi scombinati e pasticciati. Leggo, guardo, ascolto, capto qualcosa, viene citata una canzone, un film, un libro. Si scatena in me una curiosità irrefrenabile che mi porta a deviare completamente la traiettoria dei miei assurdi pensieri, dei miei tormentati studi, delle mie incoerenti azioni. Son fatto così, mi innamoro di tutto, come un bambino nel paese dei balocchi. Colpevole di quell’effimero entusiasmo infantile che viene ben tratteggiato in questa favoletta. Per inciso, la penso esattamente come l’autrice, a proposito dei vecchi peluche versus le diavolerie meccaniche poi diventate elettriche ed elettroniche. Ovviamente, come è nel mio stile, sempre con deprecabili punte d’incoerenza che mi portano a desiderare feticci tecnologici che difficilmente userò mai bastantemente da giustificarne l’acquisto. Ciononostante, i pupazzi con l’anima, quelli hanno avuto, hanno e avranno sempre un posto nel mio cuore, a dispetto dell’età, come il mitico (ma solo per me e pochissimi altri membri della Società dei trekkies estinti) Kukalaka del Dottor Bashir di Star Trek DS9, nascosto pudicamente, amico di tante avventure d’infanzia, oltre che suo primo paziente.

Ok. Melenso, infantile, demodè, strampalato, micho anziché macho. Ma che volete farci, sono fatto così, sono proprio fatto così.

When a child loves you for a long, long time, not just to play with, but REALLY loves you, then you become Real.

See you in a few days, old chum. Keep the home fires burning.

Come on baby, let’s do the #Pep #Juventus

Tanto per cambiare, guardando il taglio guardioloso di Max ieri in conferenza, mi è venuto da pensare a Friends. Strano, eh? Stavolta, le mie provate sinapsi l’hanno ricollegato alla moda lanciata tra i fan con l’acconciatura alla Rachel e alla gif perfetta, con mr. Heckles che… vabbè, questa è solo per i veri friendsomani.

Come si dice, il sonno della mente genera meme e gif mostruose. E dalle mie parti, i neuroni dormono allegramente della grossa.