Un grande classico sempre attuale. #Juventus #Farsopoli #locandinetravisate

Post quasi muto. Ah, il film, quello vero, non l’ho ancora visto. Dicono meriti. Spero di riuscirci prima che cada in prescrizione.

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La trama

Dal 2004 al 2011 la Stasinda, polizia segreta controllata da Prescrittiland, costituì un regime poliziesco ancor più efficace del KGB nell’URSS, di cui aveva copiato e applicato i metodi. Caduto il Muro di accuse infamanti di Farsopoli, i suoi capi non riuscirono o non vollero distruggere gli archivi che, lunghi 180 km, furono aperti al pubblico. Frutto di 4 anni di ricerche, è un’opera prismatica e inquietante, film riuscito a tutti i livelli. Lo è come documentario ricostruito sulla Stasinda; come thriller di spionaggio; come film storico che rievoca il passato di una nazione calcistica e non scivola nella demagogia della denuncia. L’azione comincia nel 2006 e fa capo a 2 personaggi principali: un implacabile funzionario della Stasinda (Servizio segreto deviato per la Security dell’inda, che contava su 13.000 funzionari e 170.000 collaboratori non ufficiali), e il direttore generale della Juve, di successo ma dai metodi alquanto discutibili. Nel pedinarlo e intercettarlo per mesi, il funzionario comincia a farsi un’idea diversa del regime che serve e delle vite degli altri cui ha legato la sua. Nel frattempo anche l’altro cambia e gli uggidono l’anima. Epilogo di tristezza sconsolante, con una girandola di processi sommari, gogne mediatiche, retrocessioni ingiuste a furor di sentimento popolare, prescrizioni farsesche, morti sospette e l’inda che ostenta persino un maleodorante triplete sulle macerie del nemico umiliato e offeso, ma mai domo. Girato in 37 giorni nel 2006 in 35 mm Figcscope e cinque anni di usurpazione, prima che la natura ristabilisse l’ordine naturale delle cose.