#JuventusAtalanta. Frammenti di pagellonze no-look.

Non l’ho vista, o meglio, appena intravista. Cause di forza massima. Embè, ho pensato, manco quelli che scrivono di calciomercato mica vedono chissacchè. Però scrivono. Oh, se scrivono. Prendi la vicenda Allegri, per esempio. Momblano a parte. E allora, siccome qui detengo il potere, cialtroneggio impressionisticamente, basandomi su qualche fugace ricordo e sugli ailaids, e pazienza per chi non c’è. Tanto era solo per onor di firma e per rompere un po’ le scatole alla milano da bere cartonata e bandanata.

Szcezsny. Con le sue manone, para e mette pezze. Ma vedi te, che gli tocca lavorare mentre tutto lo stadium festeggia e gozzoviglia impunemente.

Cancy. Svirgola un tiraccio mica male. Casemiro e Alaba ci hanno fatto malissimo, così. Tanto per dire.

Barzy. Monumento. Eppur sembra ancora in grande spolvero. Oh, aging, thou heartless bitch!

Cuadry. Prova a metter su qualche cross interessante. Su uno gli va pure di stralusso, grazie all’Onnipotente.

Berny. Generoso e piciu come Zola con la Nigeria. E Rocchi, si dice, c’ha la mugliera chiacchierata.

Dybby. Mah. Boh. Bof. Urge rigenerazione stile Rocky 1-2-3-etc. Se ci crede lui per primo. Gli occhi della tigre. Altro che Dybala mask e altre menate.

Ronny. Poco ispirato, pur se pugnace e volitivo. Capita anche agli uomini bionici, allora. O magari, più verosimilmente, a proposito di Intelligenza Artificiale, stava già chattando in contemporanea col nuovo allenatore. Chissà.

Mandzy. Il giocatore feticcio del Max s’inventa un gol strepitoso, evento raro, per salutare degnamente il suo vate. Un rapporto simbiotico tipo Lucas-Spielberg-Harrison Ford, Mastroianni-Fellini, MacLachlan (aehem) – Lynch, Truffaut-Léaud o – mecojoni- Vanzina-Boldi. Roba così, insomma.

Allegry. Perfetto, sotto ogni aspetto. Continuo a pensare, controcorrente, che abbiamo appena salutato l’allenatore ideale, uno che avrebbe potuto battere il record di longevità di Gaperson a Genova. E invece, ciccia. Pazienza. Stramaledettissima cempionz, brutta stronza, quanto la odio.

#RomaJuventus – le pagellonze a scoppio ritardatissimo post pennica/spanzata/scampagnata romana

Che agone, che cimento, che pathos, questo fine campionathozzzzz!

La mia reazione alla sconfitta

Sfogliando spassiunatamente la margheritona sull’acciuga sì o no, ri-membriamo quanto successo sul verde prato dell’Olimpico, con dettagli gastronomici esoticamente inediti.

Szczesny. I pierogi, pur se freddi, non erano tanto male. Le due pappine giallorosse servite dal malfidato Chielly, invece, sono risultate alquanto indigeste. Ingrati.

Descy. Piovono cotolette milanesi fatte in casa per tutti. L’impegno e la generosità non si discutono, si sa. Ma restano banalotte e insipidine anzichenò, al solito.

Cacy. Come si dice, non todos los chivitos riesconos col bucio. Eppure, erano gustosi e farciti con fantasia e humor. Sarà stato quel solito mate caldo corretto nell’intervallo a fargli girar la cabeza pelada.

Chielly. Cacciuccata indegna di lui. Capita anche ai grandi chef.

Spiny. La sua rocciata folignate non era poi malaccio, specie nel primo tempo. Poi, si è via via sfaldata alla distanza. Interessante e da riprovare con calma l’anno prossimo, comunque.

Emry. Baklava e scudisciate a pioggia per tutti. Insomma, la classica ospitalità turcoalemanna in salsa barbecue.

Matuy. La muamba de galinha stufata resta un po’ sullo stomaco, la corsa trotterellante da fine stagione ne risente alquanto.

Pjany. La sua baklava è più raffinata di quella di Emry, ma al solito finalizza e verticalizza pochissimo, lasciando un ricorrente retrogusto amarognolo con sentori di addio anticipato.

Cuadry. Le carimanolas in onore del prossimo probabile stopper bianconero vanno gustate subito, ché alla distanza, ahimè, non reggono più la frittura come una volta.

Dybby. Il suo asado è come spesso succede un po’ esangue. Più interessante la versione con ingrediente segreto, fattapposta per acciughino con taaanto ammore.

Ronny. Pastéis de bacalhau e Porto per tutta la comitiva, eppure st’ingrati ‘nfamoni se magnano tutto e non gli servono manco una ghiotta occasione da gol. Di più: sbagliano il tocco finale pure sulle sue giuocate sopraffine. Alla fine, capisce l’andazzo del giorno e s’adegua con un velo di nervosismo prima e saudade poi, per il titolo di pichichi che se ne va a sparare le quagliarelle.

Benty, Cancy e Alexy. Partecipano al picnic così, tanto per onor di firma, ma non aggiungono nulla di memorabile al paniere.

Allegry. Il suo è un cacciucco per intenditori d’ippocampi, salato e pretenzioso, ed è rimasto sullo stomaco a tanti. Per farlo come vuole la prassi, dice, urge una lista della spesa impegnativa, con tanto da conferire nell’umido e tanto altro da prendere mica tanto a buon mercato e a parametro zero, come s’usava fare dalle nostre parti. Chi vivrà, etc.

#JuventusTorino, le pagellonze.

Sczesny. Inoperoso, ma prende un gol. Girano, quando va così.

Cancy. Quest’estate, lo manderemo a scuola di rimesse laterali da Aldair. Per il resto, poco poco.

Bonny. Lotta e s’incazza spesso. Pure troppo.

Chielly. Duelli rusticani con Belotti. Di quelli che tanto ci piacciono.

Spiny. In crescendo, serve l’assist da sinistra per Ronny. Mai visto un cross così, probabilmente, negl’ultimi 30 anni, circa.

Matuy. Corre, sbuffa e non incide.

Pjany. E ho qualcosa dentro al cuore, che mistero. Cancy fa la frittata, lui l’impiatta da chef stellato.

Berny. Solita partita indecifrabile. Però, di applicarsi, si applica. Ah, Be’, sì, Be’.

Ronny. Piega le leggi della fisica, annullando la forza di gravità. Per ieri, può bastare.

Kean. Vedi Berny. Ma già a vederlo fisso a giocar tra i grandi, è un bel vedere. Se son nove, segneranno.

Pereira, Descy. Partecipano anche loro e ritirano l’agognato gettone di presenza. E basta.

Allegry. Da bravo cuoco, con i limoni rimasti fa una limonata più o meno bevibile. Il post partita con Adani è invece davvero indigesto. Il Dna di una squadra, imho, non è mica una roba scolpita nella pietra. Ok il #finoallafine e tutto il resto, ma il Milan da lui citato è passato vincendo diversamente da Rocco a Sacchi a Capello a Liedholm a lui. Stessa cosa potrebbe succedere alla Juve in Europa, Eupalla sempre permettendo. E sempre che non si vada davvero per un Maifredi bis, come pronosticavo Qui.