Pasta al forno a microonde di Ferragosto. Si. Può. Fare! #ricette

Ok. Riprendiamo. Quasi un mese di pausa meditativa forzata anzichenò e nulla affatto vacanziera, ahimè misero e tapino. E allora, prepariamo qualcosa di semplice semplice per il Ferragosto incombente, va’, che il campionato di calcio tarda ad arrivare, la Juve è stata già beffata oltre il limite sindacale e insomma tutti i fatti cosano in direzione ostinata e contraria. Ci vuole proprio un comfort food classico, una cosa che solo a guardarla di traverso si diventa tutto ciccia e brufoli, ma chissenefrega, tanto c’è il bicarbonato di sodio. L’occasione mi è gradita per porgervi la meglio pasta al forno di Ferragosto, rivisitata in chiave iperveloce, prendendo pure le mie solite scorciatoie per farla in mezzoretta tonda tonda. E il risultato, dicevo, è godurioso oltre ogni ghiotta aspettativa.

INGREDIENTI

500 g di tagliatelle secche integrali

2 boccacci di sugo con polpette Star

1 boccaccio di sugo bio Barilla

Una cofanata di besciamella

Caciocavallo silano tagliato a dadini come se piovesse.

PROCEDIMENTO

Schiaffate pasta, sughi e due boccacci d’acqua in una pyrofila pyrex pyroettando. Mettete a cuocere nel microonde, coperte coll’apposito coperchio per microonde, alla massima potenza per il tempo di cottura delle tagliatelle + 3 minuti moltiplicato per la sezione aurea phi, sì da avere la cottura perfetta e divina. A un certo punto, diciamo a metà del tempo, mescolate il tutto per mantecare con giustezza. Riprendete la cottura. Quando il forno bippa, prendete un ciotolone e ponetevi la metà della pasta appena cotta. Apparate per benino la pasta restante nel pyrex e spargete metà besciamellona e caciocavallo. Poi riversate il resto della pasta dal ciotolone messo da parte e completate con altra besciamellona, caciocavallo e parmigiano a piacere. Rimettete a cuocere nel microonde funzione grill per una decina di minuti, fino a ottenere una interessante crosticiona croccantella e bruciacchiata. Sfornate con cura, possibilmente senza ustionarvi, e servite e riverite.

Poi mi direte, nei commenti, se ne avrete voglia e forza post prandiale.

P.S.: come molte cose nella vita, il giorno dopo è ancora più buona. Orizzontale, preferibilmente fredda.

Tajarin al… pesto? Anatemaancheno!

Metti che ti ritrovi una confezione originale di tajarin piemontesi dop doc igt slurp bang gulp! 3 minuti solo tre minuti più tre nella specialerrima pentola per microonde atta a far cuocere la pasta alla massima potenza. E poi, il colpo di genio: aggiungi una bulatta di bio pesto a mano Barilla. Insomma, l’eccellenza piemontese in salsa mainstream genovese. E non fate

quella faccia un po’ così,

quell’espressione un po’ così.

Parafrasando un altro poeta nostrano,

la cucina è un po’ uno spazio libero,

la cucina è un po’ contaminazione.

And in the end, che cosa ottieni? Per dirla con un altro sommo poeta d’oltreoceano,

Some call it heavenly in its brilliance
Others, mean and rueful of the Western dream

E insomma, questi illustri testimoni ho portato a mia discolpa, vostro onore. Ma se così vi piace, sacrificatemi tosto sull’altare dell’ortodossia culinaria, pria ch’i’ m’inventi una trenetta al Castelmagno da ardere lo mondo. A patto, però, di concedermi un ultimo desiderio: lasciatemi finire con calma il bis e tris di questa immane goduria mappazzosa.

Frittatona riciclosa di spaghetti per il nostro domani odierno #ricette

A grande richiesta degli stomaci forti d’ogni dovecomequando, e in attesa di sapere chi tra Pep e Guardiola allenerà la Juve, tornano quelle ricette mappazzose che tanto scalpore suscitarono nell’ormai troppo sonnacchioso mondo culinario attuale. Eh, già, di quelle che si ripropongono, proprio.

Ingredienti

300 g almeno di spaghetti integrali Carrefour

3 wursteloni di porco (per i puristi, guanciale)

5 uova

Parmigiano a pioggia (per i puristi bis, pecorino romano).

Preparazione

Cucinate il giorno prima gli spaghetti. Confezione da 500, tutta. Conditeli un po’ come ve pare, ma a parte. Il resto, lasciatelo intonso per la frittatona del giorno dopo, sennò la ricetta non riesce.

Tirate fuori gli spaghetti dal frigo e schiaffateli in una padella oliata, mettete i wurstel tagliati grossolanamente, ché qui la finezza proprio non sappiamo ‘ndo stia. Schiacciate le uova e mescolate il tutto evitando esondazioni. Fate piovere parmigiano.

Quando il tutto è sufficientemente abbrustolito, prendete un piattone da pizza e rovesciate la frittatona riponendola con precisione chirurgica nella padella. Potete farcela, credetemi, c’ho le prove. Una volta bruciacchiata anche sul lato B, servite con abbondante Alka Setzer di contorno. Credetemi bis.

Spaghetti consolatori al ragù post cempionico

– Per chi tifi, tra Barsa e Liverpul?

– Io tifo solo la Juve. Ma non la trovo più.

È una storia vera. Tornare emotivamente distrutti da una giornata che sembra uscita da un orrido b movie strappalacrime degli anni 70. Tirar fuori il ragù che un fratello ha preparato per voi e in dieci minuti metter su un piattone di spaghetti integrali che avrebbe steso un bue. Andare a letto e lottare contro i mostri. Dopotutto, oggi è un altro giorno.

“Whoever you are, I’ve always depended on the kindness of strangers”.

Ingredienti

Una quintalata di ragù

Una sbadilata di spaghetti integrali

Bocconcini di mozzarella

Basilico

Olio

Parmigiano

Preparazione

Far bollire la pasta 8 minuti e non dieci come sulla confezione, così non scuociono. Mettere il ragù nel padellone e versarci la pasta scolata mischiando furiosamente, aggiungendo olio e basilico a piacimento. Impiattare alla Terence Hill e guarnire con bocconcini di mozzarella e parmigiano a pioggia. Cena finita è quando scarpetta fatta. Ugh.

Tortelli cacio e pepe con panna e surimi

Arrivo tardi la sera. Apro il frigo e comincio a scannerizzarne il contenuto in cerca d’ispirazione.

Trovo, nell’ordine:

1 busta di tortelli Rana cacio e pepe

1 confezione di panna da cucina

1 pacco da 20 di surimi surgelati.

Varie ed eventuali (meglio non approfondire).

E SIA.

Metto a bollire l’acqua e sbianchisco i ravioli per un minuto circa. Poi tolgo tutti i bastoncini di surimi dall’involucro di plastica, litigandoci anche un bel po’. In un bella padella metto a cuocere la panna e i surimi per un tempo bastantemente breve. Poi aggiungo i tortelli e manteco come se non ci fosse un domani. Lo so, sembra una schifezza, ma vi giuro su san Carlo Cracco protettore delle patatine gourmet che trattasi di una goduria da leccarsi la padella ancora ustionante. Provare per credere.