#Cagliari-#Juventus. Le pagellonze

Szczesny. Si sporca la maglia un paio di volte. Peccato, sarebbe stato anche clean shirt. (Sit com fake laugh)

Descy. Quanto mi sono mancati i cross al bacio del mio pupillo! Ne memavo proprio ieri Qui.

Cacy. Inappuntabile. Speriamo che i suoi fragili muscoli non ce lo facciano sparire ora. Tornerebbe senz’altro utile, per gli ultimi allenamenti stagionali in campionato prima della festa.

Bonny. Segna e giganteggia. Poi deraglia un po’ nel dopopartita parlando di colpe di Kean. Ma è fatto così, e gli si vuol tanto bene lo stesso.

Chielly. Sportella col Pavo come se non ci fosse un domani, pennellando anche improbabili aperture pirlesche.

Alexy. Bene ieri. È una buona notizia, quasi inaspettata. Non gode della stessa buona stampa da parte di mia di un, chessò, Descy. E che ci posso fare, son fatto così.

Emry. Tosto e propositivo, duttile come l’acciaio temperato. Acquistone di Paratik.

Pjany. Tanti auguri al pianista, che si concede giuochi di prestigio frustrati dall’arbitro manco fosse Le Roi a Tokio.

Matuy. Quasi la insacca e poi riprende a far legna. Sul finale blackpanthereggia contro tutta Cagliari ululante. O quella sua sparuta minoranza, come dir si voglia.

Berny. Ogni tanto gli va ritarata la convergenza, un po’ come dare il gessetto alla stecca da biliardo. Per il resto, se la vede coi fabbri ferrai isolani tenendo botte da orbi inpuniti, savasansdìr.

Keany. Corri! Sì! Sì! Il vigore di un Bianconero scaturisce dalla Forza Juve, ma attento al Lato Oscuro Cartonato! Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro Prescritto! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia balotelliana tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te, come consumò l’apprendista di Raiola.

Per il resto, ohohohoh, che centrattacco! Che Eupalla ce lo conservi in buona saluta tennico-tattica e mentale a lungo.

Benty. Entra e respira piano per non far rumore, addormenta la sera e si risveglia con 3 punti che fanno -9 all’albachiara del tricolor.

Allegry. Gestione perfetta, da bravo cuoco cucina la squadra a puntino coi pochi ingredienti rimasti. Ancor più bravo ai microfoni in mezzo a tante cialtronate dette a caso.

Giulini. Lo so, non è juventino. Per fortuna. 0 – -. Non è codice Morse. Sta per zero meno meno, come il voto che dava la mia perfidissima maestronza del ginnasio a chi si distingueva per crimini efferati contro l’humanitas.

Giacomelli. L’arbitro. Fa finta di nulla contro el greco provocator che andava sbattuto fuori già al primo fallaccio. Non contento, tende a ignorare pure l’evidenza dei buuu. Ah, bu, sì bu.

Padoin. Entra e saluta vecchi amici compagni di mille battaglie. Poco altro.

Barella. La sportellinata contro Can mi ha fatto tenerezza, come un chihuahua che prova a infastidire un pitbull. Chissà se lo vorrei davvero alla Juve o se sia più materiale prescrivibile cartoneggiante.

Mastro Allegri penseranci col Paratik.

Cerri. È nostro, entra e non incide. Bravo così, avrà tempo per schitarrare altrove.

A Christmas gift

Kindle Paperwhite. L’ho provato. Va nella tasca della giacca o del cappotto. Entrerebbe anche nel marsupio, volendo. Fantastico. Leggerissimo. Gran regalo. Unico dubbio: ma come cavolo ci si copiano i libri? Su Amazon è presto fatto. Vai di wi-fi, ti scegli il libro e paghi. Se becchi l’offerta, anche poco. Se sei cliente amazon prime, men che meno. Sì, bello. Ma per quel tarlo che m’impone sempre di complicare il pane, a me piace leggere senza capire in inglese. Ho contattato amazon. Risposta in un nanosecondo (ed è Natale, eh). Ebbè, ci sono pure in inglese, gratis. Vero. Una decina. Fumetti, un libretto di Starwars (slurp) e poco altro di free. Qualcosa a pagamento. Ma siccome oggi è ancora Natale e ieri ho visto quel bel film sull’uomo che lo ha inventato, mi vien voglia di rileggere a Christmas carol di Chuck Dickens. Facile. Lo scarico dal progetto gutenberg (ce ne sono un fottio) in versione kindle. Lo do tosto in pasto a calibre. Collego il paperwhite al mio mac via usb. Invio al dispositivo il libro in formato azw e… ta daaaa. Il libro è servito, pronto per la lettura. E se tengo premuto con un ditino una parolina, il dizionario mela traduce pure. Figo. Karo Kindle, sao ke kelli libri tant’anni mi terranno impegnati, nevvero? Lovvoti.

Era una notte buia e tempestosa…

5251C788-12FB-4C6B-8EFC-35E18C3D25AEGenerazione Linus. Gente intorno ai cinquant’anni adesso, lustro più, lustro meno. Quelli che a fine anni 70 scoprivano i Peanuts, B.C., e poi negli 80 Calvin & Hobbes e più tardi persino Valentina di Crepax e Andrea Pazienza. Young ragazzini sempre poco allineati che rubacchiavano i giornaletti da zii e cugini più grandi, saltando per il momento a piè pari le pagine scritte e i fumetti più adulti. E insomma, il titolo di cui sopra rimanda inevitabilmente all’incipit delle novelle scritte a macchina da Snoopy, lo scrittore pasticcione per antonomasia. Il mio Eroe. E allora? E allora niente. Qui scriverò di tutto quel che mi frulla per il gulliver, provando a ricostruire i frammenti dei brandelli di ricordi della mia infanzia e poi adolescenza a tempo indeterminato. E chedduepalle. Vero. Per rendere il tutto più potabile, gugolanaliticamente interessante, guadagnare tanto da far invidia alla Ferragni e a Aranzulla e ritirarmi felice e contento su un’improbabile isola tropicale senza mosquitos, farcirò il tutto con ricordi di giochi da tavolo analogici co/senza parentame annesso, retrocomputing da pong in poi, tv in bianco e nero e poi a colori e poi in accaddi, musica analogica e poi digitale e strimpellatachediomiperdoni, racconti di bel calciuo e coppedeicampioni, libri che ho letto e non ricordo o non ho capito, fumetti e cartoon che ho amato da Topolino in poi, disastri culinari, fallimenti da nerd con q.i. troppo basso per atteggiarsi a Sheldon, e poi tutto il resto, in base all’umore del momento. Ché già mi pare abbastanza, come dichiarazione d’intenti, nevvero? Se solo me ne ricordassi ancora e la mia pigrizia mi desse tregua. Chissà.