Il cazzeggio al tempo dei social. #Guardiola #Juventus

Tutto stavolta è nato per caso, da uno scivolone di un noto giornalista, che ha preso per buona una fake news su Guardiola. Capita anche ai migliori, per carità. Ma al tempo dei social, ‘a livella di Totò scatta inesorabile per molto meno, tra sberleffi e spettacoli d’arte varia.

Dice: sì, ma la casta è casta e va, sì, rispettata!

E la chiosa è d’obbligo.
‘Nu rre, ‘nu ggiornalista, ‘nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ‘a casta e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti’… nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino – che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e sciem’:
e nuje simmo sciem’… appartenimmo a ‘o sociàl!
E così, ci ho giuocato un po’ su, su Twitter.
Un giuochino potenzialmente infinito, avendo tempo energie e soldi da sperperare cazzeggiando. Ma non oggi.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno. Ancora.

Confesso di aver infinity buchi da tappare nel floriregio di film, fumetti e varie che mi sono perso dal mio primo contatto con l’universo Marvel. Parliamo di metà degli anni 70. Editoriale Corno. Albi con retro cover gialla. Il che mi fece incidentalmente scoprire che scarabocchiandoci con la bic blu (orrore per ogni collezionista: il cuginetto/nipotino pestifero che rubacchia i giornaletti e li deturpa per sempre. Colpevole, anche di questo, vostro onore). Comunque, per dire, nel mio romanzetto di formazione popolare, c’è un capitolo importante da dedicare ai colori sgargianti delle calzamaglie dei supereroi, ai loro superproblemi. Ai cattivoni improbabili, il domatore simil-Freddie Mercury, capimuartu russu e nazista, MagnetoElectroOctopusLizard, che poi dici che studiare fa bene. I miei preferiti, l’Uomo Ragno e la Torcia, i sogni di essere come loro o al limite Actarus, che Marvel non è ma quanto a calzamaglia, levati. E insomma, questo per dire che qualcosa da dire sulla faccenda ce l’avrei pure, modestamente. Il fatto è che io sono uno e loro sono milioni, come avrebbe detto uno che la sapeva lunga. E quindi, quando capita, recupero uno degli enne film di questa nuova e altrettanto infinita era di computer grafica che ha permesso di rendere fin troppo realistici e chiassosi i miei vecchi eroi. Roba forte. Forse non propriamente un toccasana per l’umore. Ma magari è solo la pesantezza da pranzo domenicale che si ripropone. Il fatto gli è che vedermi polverizzare Spider-Man, Black Panther e un’altra paccata di eroi della mia infanzia (dopo la recente e infamante dipartita di Han Solo e Luke, tra l’altro) nuoce gravemente al mio mood e incentiva il mio spleen. E allora? E allora so anche che per il prossimo film previsto per aprile i Vendicatori si vendicheranno da copione e si metterà tuttapposto. Maporcaputtana, però, quant’è bastardo Topolino.

Era una notte buia e tempestosa…

5251C788-12FB-4C6B-8EFC-35E18C3D25AEGenerazione Linus. Gente intorno ai cinquant’anni adesso, lustro più, lustro meno. Quelli che a fine anni 70 scoprivano i Peanuts, B.C., e poi negli 80 Calvin & Hobbes e più tardi persino Valentina di Crepax e Andrea Pazienza. Young ragazzini sempre poco allineati che rubacchiavano i giornaletti da zii e cugini più grandi, saltando per il momento a piè pari le pagine scritte e i fumetti più adulti. E insomma, il titolo di cui sopra rimanda inevitabilmente all’incipit delle novelle scritte a macchina da Snoopy, lo scrittore pasticcione per antonomasia. Il mio Eroe. E allora? E allora niente. Qui scriverò di tutto quel che mi frulla per il gulliver, provando a ricostruire i frammenti dei brandelli di ricordi della mia infanzia e poi adolescenza a tempo indeterminato. E chedduepalle. Vero. Per rendere il tutto più potabile, gugolanaliticamente interessante, guadagnare tanto da far invidia alla Ferragni e a Aranzulla e ritirarmi felice e contento su un’improbabile isola tropicale senza mosquitos, farcirò il tutto con ricordi di giochi da tavolo analogici co/senza parentame annesso, retrocomputing da pong in poi, tv in bianco e nero e poi a colori e poi in accaddi, musica analogica e poi digitale e strimpellatachediomiperdoni, racconti di bel calciuo e coppedeicampioni, libri che ho letto e non ricordo o non ho capito, fumetti e cartoon che ho amato da Topolino in poi, disastri culinari, fallimenti da nerd con q.i. troppo basso per atteggiarsi a Sheldon, e poi tutto il resto, in base all’umore del momento. Ché già mi pare abbastanza, come dichiarazione d’intenti, nevvero? Se solo me ne ricordassi ancora e la mia pigrizia mi desse tregua. Chissà.