#Picard. Per brindare a un incontro al Fairpoint. #StarTrek #AmazonPrime. Appunti sparsi, sconnessi e nostalgici sui primi quattro episodi.

Premessa non concessa.

Sia messo agli atti, per l’angolo esticazzi, ch’io sono quello che si potrebbe definire un trekkie agnosticamente distratto. Ho visto (e scordato bellamente) quasi tutte le serie. E sono tante. Mi manca giusto una stagione e mezza di Discovery, che prima o poi recupererò. Per me, Star Trek è stata una scoperta successiva. Quando la Next Generation di Picard iniziò, nell’87, manco la vidi. Mi sono appassionato molto più tardi, diciamo una decina d’anni fa, seguendo il filo logico pulpfictionesco che va dalla serie originale fino a Enterprise, con tanto di film di contorno e cartoni animati. In lingua originale, ovviamente, coi doppi sottotitoli italiano inglese. Ok, finita la premessa.

La Next Generation del capitano Picard,, quindi. Il prequel, diciamo così, di questa nuova stagione. E chiamalo prequel. 7 stagioni da venticique episodi. 176 in tutto, da quaranta e fischia minuti l’uno. 4 film. E poi lo spin off, Deep Space 9, e ancora Voyager e tutto il resto.

Per l’angolo dell’ovvio, continuo con l’immondo spiegone. Quello dell’87 fu il reboot tanto agognato di un franchise che in tv era durato solo tre stagioni, segato prima di completare la sua missione quinquennale. Poi, insperatamente, il caro vecchio Zio Gene riuscì a riavviare il tutto, giusto poco prima di salutarci e farsi disperdere nello spazio.

E ora, ventisei anni dopo l’ultimo episodio in TV e diciotto anni dopo l’ultimo film della Next Generation, a sorpresa, ecco il sorprendente ritorno del secondo capitano più amato nell’universo trekkiana. Ché, si sa, volente o nolente, l’inossidabile Kirk non si batte.

E comunque, che ritorno, quello di Picard!

Ci sarebbe da scrivere su quanto insperatamente le nuove dinamiche netflixiane e amazoniane possano resuscitare serie e personaggi cult del passato. È successo con Twin Peaks (alleluja!), ora con Picard. Chi sarà il prossimo? Io spererei in Firefly. Hai visto mai.

Siamo, mentre scrivo, già al quarto episodio, in contemporanea mondiale (yummm!) su Amazon Prime. Il primo episodio parte già col botto, con il fido Data come guest star. Il quarto si chiude con l’apparizione di Seven of Nine, che così dalla Voyager salta a piè pari nell’universo della Next Generation. In mezzo, tanta azione (appannaggio di nuovi giovani virgulti, ché sir Patrick ci avrebbe pure ‘na certa), tanti morti ammazzati e vaporizzati, pianeti atomizzati, un po’ di figa e qualche bell’ometto dalle orecchie a punta e tanta computer graphic, come s’usa oggigiorno (fin troppo, per un umarell sci-fi come me).

– Ma insomma, Picard ti sta piacendo?

– Uhm. Sì.

– Non ti vedo entusiasta.

– Be’, vale un po’ il discorso dei film abramsiani del reboot. Sono felice che si siano fatti e che se ne facciano altri, ad libitum. Però…

– Però, cosa? Non mi attaccherai il solito pippone su quanto fossero belli e ottimisti una volta e come siano diventati più violenti, fin troppo adrenalici e alla fin fine deprimenti ora?

– …

Touché, direbbe Jean Luc. E allora, mi taccio. E mi godo lo spettacolo come un bimbo cresciutello che ritorna in uno dei suoi luna park preferiti vent’anni dopo, rivedendo con affetto e quasi commozione cerebrale i compagni di mille avventure di giovinezza.

Insomma, c’è tanto materiale per far salivare pavlovianamente le papille gustative dei trekkies più incalliti e nostalgici (colpevole, vostro onore!).

Quando esce il quinto episodio? Forse scriverocci altro. O no. Chissà.

Dove vederlo? Gratis, per gli utenti Amazon Prime.

Pasta al forno pasticciata “à la moi” #ricettadelgiorno

Una mattina, mi son svegliato. Uhm. Incipit già sentito. Comunque, capita a tutti di alzarsi con l’insana voglia di riversare nel cibo tutte le nevrosi indotte dal logorio della vita moderna.

Uhm bis. Troppo cervellotico.

Il nostro eroe aveva semplicemente voglia di scrofare una goduriosa pasta al forno.

Onesto, diretto, sincero.

E così, il malcapitato aprì il frigo. Mortadella, uova, besciamella. Nella dispensa, il ragù pronto e due pacchi di pasta integrale diversi. Tanto gli bastò.

INGREDIENTI

circa 500 g di pasta integrale corta

1 bulatta di ragù contadino e una di sugo di datterini Barilla

500 g di besciamella Parmalat

2 uova

6 fette di mortazza

Aromi vari

PROCEDIMENTO

Ho schiaffato tutto in una pyrex con un po’ d’acqua. Microonde per 10 minuti alla massima potenza. Terminato, un’altra ventina di minuti nel forno tradizionale per abbrustolirla un po’.

E se non la mangi direttamente dalla teglia col cucchiaione prendiporzione, godi solo a metà.

“You have a very nice face. Goodnight.” #DavidLynch #twinpeaks #Oscar #SixSeaasonsAndAMovie

Non ho seguito assolutamente nulla della premiazione di zio David (e di nonna Lina, savasansdìr). Ciò non toglie che pare siano successe cose strane, come i miei esclusivi contributi fotografici ampiamente dimostrano. E chi l’avrebbe detto? Anche di questo prometto/minaccio di scrivere meglio in futuro, non appena uno dei miei infiniti tentativi di fuga dal mio personalissimo Black Lodge avrà finalmente successo.

Stay tuned, stay Lynched.

La voce dell’incoscienza è come un venticello. Talking Heads – Once in a lifetime. #songoftheday

Awareness is today’s word. Già. Consapevolezza. La dicotomia tra Bad e Time. Bad timing, insomma. I’m wide awake, I’m not sleeping, urlerebbe Bono. Hangin’ on in quiet desperation, avrebbero risposto David e Rick. My way? Molto più vicina a Byrne o Waters che agli U2, I fear. L’umore tetro di oggi non mi consente di esplicitare oltre il lecito, per non tediare il mio fuggevole pubblico inesistente. Mi fermo superficialmente e confusamente alle suggestioni musicali, al turbinio di emozioni che l’ascolto attento di una bella canzonetta può indurre in una testa parlante nel deserto. E chi ha orecchie, ascolti, ché questa è roba davvero buona. Capolavoro assoluto, sublimato dal video, spettacolare e straniante in senso lynchiano. Io l’ho riscoperta per caso, incastonata in un episodio di Chuck, una serie che ho amato tantissimerrimo. Ritornerocci, forse, sulle riscoperte indotte da film e series. Roba tipo You are so beautiful e Carlito’s Way, How can you mend a broken heart e Allie McBeal (!) e simili. Chissà.Thought i’d something more to say. E invece.

Once In A Lifetime video
E potresti trovarti 
And you may find yourself Vivere in una baracca per la cacciagione
Living in a shotgun shack E potresti trovarti 
And you may find yourself In un’altra parte del mondo 
In another part of the world E potresti trovarti 
And you may find yourself Dietro al volante di una grande automobile 
Behind the wheel of a large automobile E potresti trovarti in una bella casa 
And you may find yourself in a beautiful house Con una bella moglie 
With a beautiful wife E potresti chiederti, bene 
And you may ask yourself, well Come sono arrivato qui?
How did I get here?
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
E potresti chiederti
And you may ask yourself Come risolvo questo? 
How do I work this? E potresti chiedert
And you may ask yourself Dov’è quella grande automobile? 
Where is that large automobile? E potresti dirti
And you may tell yourself Questa non è la mia bella casa! 
This is not my beautiful house! E potresti dirti
And you may tell yourself Questa non è la mia bellissima moglie!
This is not my beautiful wife!
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever was
l’acqua dissolve e l’acqua rimuove
Water dissolving and water removing C’è acqua sul fondo dell’oceano 
There is water at the bottom of the ocean Sotto l’acqua, porta l’acqua 
Under the water, carry the water Rimuovi l’acqua sul fondo dell’oceano!
Remove the water at the bottom of the ocean!
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Di nuovo nel blu nell’acqua silenziosa 
Into the blue again in the silent water Sotto le rocce e le pietre c’è l’acqua sotterranea
Under the rocks, and stones there is water underground
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
E potresti chiederti
And you may ask yourself Cos’è quella bella casa? 
What is that beautiful house? E potresti chiederti
And you may ask yourself Dove va l’autostrada? 
Where does that highway go to? E potresti chiederti
And you may ask yourself Ho ragione? 
Am I right?Ho torto? 
Am I wrong? E puoi dire a te stesso: “Mio Dio! Che cosa ho fatto?”
And you may say yourself, “My God! What have I done?”
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Di nuovo nel blu nell’acqua silenziosa 
Into the blue again in to the silent water Sotto le rocce e le pietre, c’è l’acqua sotterranea
Under the rocks and stones, there is water underground
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground 
Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Guarda dove era la mia mano 
Look where my hand was Il tempo non regge 
Time isn’t holding up Il tempo non ci insegue 
Time isn’t after us Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever wasLo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever was
Lasciando passare i giorni (come è sempre stato) 
Letting the days go by (same as it ever was) Lasciando passare i giorni (come è sempre stato) 
Letting the days go by (same as it ever was) Una volta nella vita 
Once in a lifetime Lasciando passare i giorni 
Letting the days go by Lasciando passare i giorni
Letting the days go by.
Compositori: Brian Eno / Christopher Frantz / David Byrne / Jerry Harrison / Tina Weymouth
Testo di Once In A Lifetime (Remastered) © Sony/ATV Music Publishing LLC, Warner/Chappell Music, Inc, Universal Music Publishing Group