Pink Floyd – Jugband Blues #songoftheday

Through the darkness of future’s past, The piper longs to see One chants out between two worlds. Fire, walk with me.

Oppure, per parafrasare zio John,

Picture a madcap with a gnome in Twin Peaks, who dance and talk backwards about a gum out of style. Suddenly someone is wrapped in plastic, the girl with the bike in her eyes.

La parola del giorno è: onirico. Perché, come si dice, la vita è un sogno. Per alcuni, magari, più che per altri. Ebbene sì. A questo punto siamo arrivati. Da lynchiano a marzulliano, è un cortocircuito sinaptico istantaneo. Helloooo? Eppure, il fatto gli è che in questi ultimi giorni straziantemente crepuscolari, come un ingenuo Brando che racconta le sue scorribande in moto, o un Dennis Hopper che sogna sulle note di Roy Orbison della bella Isabella, mi son frullate pel gulliver un po’ d’insane riflessioni sull’universo del mio adorato Twin Peaks. E su come Syd potrebbe, ancor meglio di zio David (Bowie) o Chris Isaak, far parte di quel sogno contorto.

Se fosse davvero tutto un sogno, illogico, una Matrix senza scopo in cui Syd ha soltanto preso la pillola sbagliata addormentandosi, per poi piombare nella tana del bianconiglio? Il senso di straniamento, gradualmente, ma inesorabilmente crescente fino a diventare assoluto, avrebbe finalmente un certo qual senso. Il punto è cosa farci, con questo brandello di consapevolezza. dopo essersi svegliati. Nulla, temo. Proprio come Syd.

And what exactly is a dream, and what exactly is a joke?

Domande senza risposta.

And I’m wandering who could be writing this post.

Il video

È terribilmente premuroso da parte tua pensarmi qui

It’s awfully considerate of you to think of me here

e ti sono molto grato per avermi chiarito

and i’m much obliged to you for making it clear

che non sono qui.

that i’m not here.

e non ho mai saputo che avremmo potuto essere essere così ottusi

and i never knew we could be so thick

e non ho mai saputo che la luna potesse essere così triste

and i never knew the moon could be so blue

e sono grato che tu abbia buttato via le mie vecchie scarpe

and i’m grateful that you threw away my old shoes

e mi ha portato qui invece vestito di rosso

and brought me here instead dressed in red

e mi chiedo chi potrebbe scrivere questa canzone.

and i’m wondering who could be writing this song.

Non mi importa se il sole non splende

I don’t care if the sun don’t shine

e non mi importa se nulla è mio

and i don’t care if nothing is mine

e non mi importa se sono nervoso con te

and i don’t care if i’m nervous with you

Avrò i miei amori in inverno.

i’ll do my loving in the winter.

E il mare non è verde

And the sea isn’t green

e amo la regina

and i love the queen

e cos’è esattamente un sogno

and what exactly is a dream

e cos’è esattamente uno scherzo.

and what exactly is a joke.

Fonte: Musixmatch

Compositori: SYD BARRETT

Testo di Jugband Blues © S.I.A.E. Direzione Generale, Essex Music International, Essex Music International Inc.

All work and no #Juve makes Cooper a #Nutella junkie. #ricetta #microonde

La sosta per le nazionali, ci mancava, per infiocchettare questo mio lunghissimo periodo marrò. Il calcio, in particolare, e la Juve, in generale, intesa come categoria dello spirito, sono il mio bridge over troubled water. Salvo, appunto, le “#%*$@ soste. Il secondo modo che Eupalla ha per dimostrare fattivamente che questo non è il paradiso. Primo modo, per distacco, le finali cempionz, savasansdì. E allora, in questo sabato qualunque dejuventusizzato, che si fa? Quel che ogni degno adoratore della zebra ridens fa ogni maledetta volta: percorre la ipercalorica via dell’eccesso, che porta inevitabilmente al palazzo dell’ospedale civico per ulteriori accertamenti.

E quindi, via agli esperimenti che Bake fuck the hell off, proprio.

Strudel ipercioccolatoso, arrivo. Consolami tu, che puoi.

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

Un barattolone di Nutella, uno di marmellata alle ciliegie, uno di crema di pan di stelle, uno di burro d’arachidi.

Gallette di riso

Grancereale sbriciolati

Miel pops. Anelletti di miele per prima colazione

Frutta secca mista

PROCEDIMENTO

Ho preso la mia fidata crisp, quella media e alta da torta, ho messo sopra la pastasfoglia bucherellata coi rebbi della forchetta, ci ho shpalmato nell’ordine:

Nutella. Tanta. Mai troppa.

Le gallette di riso dietetiche che finalmente (beccati questa, Vasco!) un senso ce l’hanno.

Burro di arachidi. Esagerando.

Grancereali sbriciolati.

Marmellata. Poteva essere albicocca sacherosa, ma ciliegie ci sta un sacco bello.

Miel pops.

Crema di pan di stelle. Ne riparlerò, un giorno, se la Nutella non s’ingelosisce.

Frutta secca. Crunch crunch.

Ho richiuso il tutto col resto della pastasfoglia e bucherellato ancora colla forchetta. Respirava ancora, giuro: colava un misto di cioccolato e altri liquidi. Per finirla, l’ho schiaffata in forno dual crisp per circa 15 minuti e ho sfornato.

Dice il saggio: “Se gran dolore non vuoi provare, il dito sulla nutella rimasta sulla crisp bollente non posare”.

Fidatevi del saggio. Mannaggia la sbomballata sderenata sburgica.

Il risultato è da tripleX. Altro dirvi non vo’. Orsù, godete, fanciulletti miei.

Brevi pistolotti apocalittici non richiesti dispensansi. Astenersi perditempo. #amazzonia

Zio Kurt (Vonnegut) avrebbe probabilmente definito il climate change e gli incendi dolosi in Siberia e Amazzonia come il terzo tentativo di suicidio dell’Umanità, dopo i due fallimenti delle guerre mondiali. Stavolta, sono moderatamente fiducioso. Con l’aiuto dei nostri illuminati governanti, nostro specchio fedelissimo, peraltro, ce la faremo tranquillamente ben prima dell’asteroide e/o della terza cempionz della Juve.

Home is where your #breakfast is.

In questi pazzi, pazzi mesi, pieni di strazianti e caleidoscopici stravolgimenti mentali, fisici ed emozionali, ho cercato per quanto possibile di preservare la mia classica routine quotidiana mangereccia. Una food comfort zone che ha per colonna portante una sana colazione vitaminica. Due bicchieri d’acqua al limone, orzo e caffè solubili (Nestlè, più raffinato, o Crastan, più grezzo e senza fronzoli), kefir autoprodotto (I’m back, finally: qui in una sciccosissima e lisergica versione strawberry fields forever con fragoline di bosco feat. My beloved Aunt), semi vari ed eventuali, mirtilli e uva secca, pane di segale con l’ovetto a la moi. Guest star odierna: pizza fredda della sera prima, patrimonio mondiale Unesco manco ch’e’ cannonate.

Ed è (mica tanto) subito casa.

Nulla dies sine linea. Anche quando l’encefalogramma è penosamente piatto.

Well, I’ve been down so Goddamn long

That it looks like up to me

C’mon and let the poor boy be

In realtà, cerco per quanto posso di scribacchiare e tenermi in esercizio precario permanente effettivo. Ben lo sanno i miei ennemila gruppi uozzap più o meno graditi e seguiti, i gruppi feisbuc d’arte varia, gl’influenzed più caustici e disinibiti del rutilante mondo dei social, li meglio muri dei più esclusivi cessi degl’autogrill del mondo e le liste della spesa e dei buoni propositi andati a puttane ch’ogni die seguo e redigo con minuziosità certosina. E allora? Allora, nisba. Anche oggi, nella follia d’un giorno disperatissimo, resta un pensierino fugace e colpevolmente tardivo per il mio scalcinato blogghettino. Ci sarà presto spazio per il libricino che sto leggendo (The velveteen rabbit, penzatè), le musichine e le ricettazze mappazzoniche che tanti lutti addussero, le cronache lunari dell’epopea bianconera alla ricerca del senno perduto, i fotoritocchi infantilmente improbabili e tante altre cosine che mi frullano sovente per il gulliver come un frammartino campanaro.

Ma non oggi.

La legge di Vilcoyote non sbaglia mai. #gifoftheday

Se qualcosa poteva andare storto, lo ha già fatto anche senza il tuo aiuto e senza che nemmeno te ne accorgessi. E allora, smettila di fare piani elaboratissimi e macerarti nei sensi di colpa, tanto lo sai già come finirà, a furia di sfruculiare con la mazzarella i macigni del destino.

Io, supergenio che son io, supergenio che non sono altro.

Dice, Tanto ci ho l’ombrellino automatico di serie in dotazione. Mecojoni.

Vale per la cempionz, la vita e tutto il resto.

The blue bus is calling us

The blue bus is calling us

Driver, where you taking us?

Not to Madrid, I fear.

Polinesia Francese? Maldive?

Home would do.

La voce dell’incoscienza è come un venticello. Talking Heads – Once in a lifetime. #songoftheday

Awareness is today’s word. Già. Consapevolezza. La dicotomia tra Bad e Time. Bad timing, insomma. I’m wide awake, I’m not sleeping, urlerebbe Bono. Hangin’ on in quiet desperation, avrebbero risposto David e Rick. My way? Molto più vicina a Byrne o Waters che agli U2, I fear. L’umore tetro di oggi non mi consente di esplicitare oltre il lecito, per non tediare il mio fuggevole pubblico inesistente. Mi fermo superficialmente e confusamente alle suggestioni musicali, al turbinio di emozioni che l’ascolto attento di una bella canzonetta può indurre in una testa parlante nel deserto. E chi ha orecchie, ascolti, ché questa è roba davvero buona. Capolavoro assoluto, sublimato dal video, spettacolare e straniante in senso lynchiano. Io l’ho riscoperta per caso, incastonata in un episodio di Chuck, una serie che ho amato tantissimerrimo. Ritornerocci, forse, sulle riscoperte indotte da film e series. Roba tipo You are so beautiful e Carlito’s Way, How can you mend a broken heart e Allie McBeal (!) e simili. Chissà.Thought i’d something more to say. E invece.

Once In A Lifetime video
E potresti trovarti 
And you may find yourself Vivere in una baracca per la cacciagione
Living in a shotgun shack E potresti trovarti 
And you may find yourself In un’altra parte del mondo 
In another part of the world E potresti trovarti 
And you may find yourself Dietro al volante di una grande automobile 
Behind the wheel of a large automobile E potresti trovarti in una bella casa 
And you may find yourself in a beautiful house Con una bella moglie 
With a beautiful wife E potresti chiederti, bene 
And you may ask yourself, well Come sono arrivato qui?
How did I get here?
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
E potresti chiederti
And you may ask yourself Come risolvo questo? 
How do I work this? E potresti chiedert
And you may ask yourself Dov’è quella grande automobile? 
Where is that large automobile? E potresti dirti
And you may tell yourself Questa non è la mia bella casa! 
This is not my beautiful house! E potresti dirti
And you may tell yourself Questa non è la mia bellissima moglie!
This is not my beautiful wife!
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever was
l’acqua dissolve e l’acqua rimuove
Water dissolving and water removing C’è acqua sul fondo dell’oceano 
There is water at the bottom of the ocean Sotto l’acqua, porta l’acqua 
Under the water, carry the water Rimuovi l’acqua sul fondo dell’oceano!
Remove the water at the bottom of the ocean!
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Di nuovo nel blu nell’acqua silenziosa 
Into the blue again in the silent water Sotto le rocce e le pietre c’è l’acqua sotterranea
Under the rocks, and stones there is water underground
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
E potresti chiederti
And you may ask yourself Cos’è quella bella casa? 
What is that beautiful house? E potresti chiederti
And you may ask yourself Dove va l’autostrada? 
Where does that highway go to? E potresti chiederti
And you may ask yourself Ho ragione? 
Am I right?Ho torto? 
Am I wrong? E puoi dire a te stesso: “Mio Dio! Che cosa ho fatto?”
And you may say yourself, “My God! What have I done?”
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground Di nuovo nel blu nell’acqua silenziosa 
Into the blue again in to the silent water Sotto le rocce e le pietre, c’è l’acqua sotterranea
Under the rocks and stones, there is water underground
Lasciando scorrere i giorni, lasciando che l’acqua mi trattenga 
Letting the days go by, let the water hold me down Lasciando scorrere i giorni, l’acqua scorre sottoterra 
Letting the days go by, water flowing underground 
Triste di nuovo dopo che i soldi sono andati 
Into the blue again after the money’s gone Una volta nella vita, l’acqua scorre sottoterra
Once in a lifetime, water flowing underground
Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Guarda dove era la mia mano 
Look where my hand was Il tempo non regge 
Time isn’t holding up Il tempo non ci insegue 
Time isn’t after us Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever wasLo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre 
Same as it ever was Lo stesso di sempre
Same as it ever was
Lasciando passare i giorni (come è sempre stato) 
Letting the days go by (same as it ever was) Lasciando passare i giorni (come è sempre stato) 
Letting the days go by (same as it ever was) Una volta nella vita 
Once in a lifetime Lasciando passare i giorni 
Letting the days go by Lasciando passare i giorni
Letting the days go by.
Compositori: Brian Eno / Christopher Frantz / David Byrne / Jerry Harrison / Tina Weymouth
Testo di Once In A Lifetime (Remastered) © Sony/ATV Music Publishing LLC, Warner/Chappell Music, Inc, Universal Music Publishing Group