Makin’ Whoopee #songoftheday

Oggi celebriamo la mia insana passione per i musical e le belle canzoni d’una volta, Cole Porter style (anche se non è un suo brano, l’arguzia del testo me lo ricorda molto), Frank, Ella, Louis, Michelle ma belle e le mirabolanti citazioni cinematografiche. Andando a ravanare liberamente nell’ovvio e nel desueto, come piace a me. “Weddings make a lot of people sad, but if you’re not the groom, you’re not so bad”. Perfidissima e attualissima.

L’originale

Eddie Cantor

Lei

Ella Fitzgerald

Lui

Frank

Lei e lui
Ella & Louis

Ma soprattutto LEI

Michelle

La versione definitiva secondo Woody

everyone says I Love You – Makin’ whoopee

Every time I hear that march from Lohengrin

(People look at X-rays but they seldom grin)

I am always on the outside lookin’ in

Maybe, that is why I see the funny side

When I see a fallen brother take a bride

Weddings make a lot of people sad

But if you’re not the groom, they’re not so bad.

Another bride,

another June

Another sunny honeymoon

Another season,

another reason

For makin’ whoopee!

A lot of shoes,

a lot of rice

The groom is nervous

He answers twice

It’s really killin’,

but he’s so willin’

to make whoopee!

Picture a little love nest,

Down where the roses cling.

Picture that same sweet love nest

Think, what a year can bring.

He’s washing dishes and baby clothes

He’s so ambitious,

he even sews.

But don’t forget folks,

that’s what you get folks

For makin’ whoopee!

Another year,

or maybe less

What’s this I hear, you never guess…

Why she’s neglected and he’s suspected,

Of makin’ whoopee!

She sits alone

‘most every night

He never phones

He never writes

He says he’s busy,

she says, is he?

He’s makin’ whoopee!

He doesn’t make much money

Only five thousand per,

Some judge who thinks he’s funny

Says, you pay six to her.

He says: “Now judge, suppose I fail?”

The judge says: “Bud, right into jail”

Oh, you better keep her, I think it’s cheaper

Than makin’ whoopee!

Ogni volta che sento la marcia nuziale (o la gente guarda le radiografie ma raramente ride)

Io sono sempre lì fuori a sbirciare

Forse è per questo che vedo il lato buffo

Quando vedo un fratello che cade prendendo moglie

I matrimoni rendono triste un sacco di gente

Ma se non sei lo sposo, per te non va così male

Un’altra sposa

Un altro giugno

Un’altra luna di miele al sole

Un’altra stagione

Un’altra ragione

Per fare whoopee

Un sacco di scarpe

Un sacco di riso

Lo sposo è nervoso, risponde due volte

È incredibile che sia così voglioso

Di fare whoopee

Immagina un piccolo nido d’amore

Giù dove le rose s’inerpicano

Immaginati lo stesso dolce nido d’amore

Immaginati cosa può succedere in un anno

Lui sta lavando i piatti e vestiti per un bimbo

È così ambizioso, cuce pure

Ma non dimenticatevi, gente

Che è questo quello che avrete, gente

Per aver fatto whoopee

Un altro anno o anche meno

Cos’è che odo

Oh, non l’immagini?

Lei si sente trascurata

E lui è sospettato

Di fare whoopee

Oh, lei sta seduta a casa quasi tutte le notti

Lui non chiama, nemmeno scrive

Dice di essere occupato

E lei dice “lo è?”

Sta facendo whoopee!

Lui non guadagna molti soldi

Solo cinquemila

Qualche giudice che pensa di essere divertente

Dice che lui ne dovrà dare seimila a lei

E lui dice “Giudice, e se fallisco?”

Il giudice dice “Fila, dritto in galera

È meglio se te la tieni, penso sia più economico

Che fare whoopee”

Le liste di Morrison (similWoodycit.)

La Venale & Figli ha pubblicato finalmente l’attesissimo primo volume delle liste di bucato del Morrison (Le Liste Riunite della Lavanderia di Jim Morrison, Vol. I, 437 pagine più 32 di introduzione ed indice, €11.000) con un erudito commento di Riccardo Bertoncelli, noto studioso del Morrison. La decisione di stampare a parte quest’opera, prima del completamento dell’immensa oeuvre in quattro volumi, è stata senz’altro accorta ed opportuna poiché questo libro, brillante e provocatorio, con la sua cruda forza documentaria metterà subito a tacere le spiacevoli dicerie secondo cui la Venale & Figli, dopo tutti i guadagni fatti con le poesie, gli aforismi, gli appunti, i diari, nonché le lettere e dei resoconti processuali del Morrison, cercherebbe esclusivamente di ricavare continui profitti dallo stesso filone. Ma quanto si sono sbagliati i maldicenti! A onor del vero, la prima lista di lavanderia del Morrison:

Lista n. 1

6 paia mutande nere

4 magliette nere

1 pantalone di pelle nera

6 paia calzini neri 2 camicie bianche di pizzo

Non inamidare

costituisce la presentazione perfetta e pressoché globale di questo travagliato genio, noto ai suoi contemporanei come il “Re Lucertola”. La lista fu compilata proprio nel periodo in cui il Morrison cantava Roadhouse Blues, opera di immensa portata filosofica in cui dimostrò non solo che si può bere birra appena svegli, ma che ciò fa molto bene al cervello, aiutandolo nell’emissione spontanea di suoni gutturali e gas corporali. L’avversione del Morrison per l’amido è tipica del periodo e, quando il suddetto pacco di biancheria gli tornò indietro troppo irrigidito, egli piombò in una cupa depressione. La sua padrona di casa, Frau Blucher, soleva riferire agli amici che Jim rimaneva in casa per giorni interi piangendo sul fatto che gli avevano inamidato le mutande. Naturalmente, lo Scaruffi ha già puntualizzato il rapporto intercorrente tra la biancheria inamidata e la costante sensazione del Morrison di essere perseguitato dagli autostoppisti omicidi (vedi Morrison: Psicosi paranoico-depressiva e prime liste, ed. Arcana). Il tema tragico dell’incapacità a seguire le istruzioni compare nell’immortale capolavoro del Morrison, Touch me, quando il protagonista preronaldesco chiede ripetutamente alla giuria esterna di far confermare alla reticente testimone le di lei ripetute promesse di congresso carnale poi tristemente disattese.

Era una notte buia e tempestosa…

5251C788-12FB-4C6B-8EFC-35E18C3D25AEGenerazione Linus. Gente intorno ai cinquant’anni adesso, lustro più, lustro meno. Quelli che a fine anni 70 scoprivano i Peanuts, B.C., e poi negli 80 Calvin & Hobbes e più tardi persino Valentina di Crepax e Andrea Pazienza. Young ragazzini sempre poco allineati che rubacchiavano i giornaletti da zii e cugini più grandi, saltando per il momento a piè pari le pagine scritte e i fumetti più adulti. E insomma, il titolo di cui sopra rimanda inevitabilmente all’incipit delle novelle scritte a macchina da Snoopy, lo scrittore pasticcione per antonomasia. Il mio Eroe. E allora? E allora niente. Qui scriverò di tutto quel che mi frulla per il gulliver, provando a ricostruire i frammenti dei brandelli di ricordi della mia infanzia e poi adolescenza a tempo indeterminato. E chedduepalle. Vero. Per rendere il tutto più potabile, gugolanaliticamente interessante, guadagnare tanto da far invidia alla Ferragni e a Aranzulla e ritirarmi felice e contento su un’improbabile isola tropicale senza mosquitos, farcirò il tutto con ricordi di giochi da tavolo analogici co/senza parentame annesso, retrocomputing da pong in poi, tv in bianco e nero e poi a colori e poi in accaddi, musica analogica e poi digitale e strimpellatachediomiperdoni, racconti di bel calciuo e coppedeicampioni, libri che ho letto e non ricordo o non ho capito, fumetti e cartoon che ho amato da Topolino in poi, disastri culinari, fallimenti da nerd con q.i. troppo basso per atteggiarsi a Sheldon, e poi tutto il resto, in base all’umore del momento. Ché già mi pare abbastanza, come dichiarazione d’intenti, nevvero? Se solo me ne ricordassi ancora e la mia pigrizia mi desse tregua. Chissà.